About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Vamos Away - From Mexico to Patagonia - Home

Dopo un lungo viaggio di 10 ore circa atterriamo all'Havana, dove tutto sembra essersi fermato a 50 anni fa... anche connettersi ad internet sembra essere un'impresa.

Siamo comunque felici di staccare un po' dallo stress dovuto alle tecnologie e di goderci il ritmo rilassato di Cuba. Il caldo umido e' penetrante, per questo motivo nei prossimi giorni partiremo verso la costa meridionale per esplorare il litorale e i suoi fondali marini.

Vi lasciamo con un paio di immagini per darvi un'idea dell'atmosfera affascinante e "vintage" della capitale. Hasta pronto!

Sono le 23.00 di sabato, 11 luglio e siamo esausti dopo aver concluso tutte le faccende casalinghe, inclusa la burocrazia prima della grande partenza... le cose che ci legano al sistema sono molteplici e non é facile liberarsene.

Domani é l’alba di un nuovo giorno, una nuova partenza e soprattutto l’inizio di un’avventura verso l’ignoto. C’é una vena di nostalgia in noi, ci mancheranno più i legami umani con le nostre famiglie e i nostri amici più cari, e forse anche un po’ questo angolo di paradiso a cui ci eravamo abituati, ma che ora più che mai guardiamo con occhi diversi.  

Hasta luego querido Ticino, addio Lugano bella!

Ed eccoci di ritorno sulla grande isola, ovvero Bali, precisamente nella cittadina o sobborgo di Kuta, chiamato Seminyak. La guida la descrive come zona di modelle anoressiche e bella gente! La descrizione un’altra volta non coincide con la realtà a parer nostro; infatti è sì turistica ma pare essere abbastanza terre à terre e gira ogni tipologia di turista: dal fricchettone tronista (vedi programma televisivo di Mediaset con Maria de Filippi) alla famiglia giovane che si dedica al surf fino al pensionato australiano.

Alloggiamo in una specie di Bed and Breakfast composto da 5 camere in un vialetto discosto dalla strada che conduce sul lungomare, per cui non ci possiamo assolutamente lamentare, anzi, come sempre il personale dell’hotel è cordialissimo e disponibile. L’area in sé non è vasta e non c’è molto da vedere, per cui le attività che si possono intraprendere sono la spiaggia con mare abbastanza ondoso adatto soprattutto per praticare il surf, shopping grazie ai tanti negozietti di abbigliamento e accessori (il gusto balinese non smentisce) e trattamenti benessere offerti ad ogni angolo della strada, senza contare i buoni ristoranti italiani!

Ebbene sì la qualità e il servizio dei ristoranti italiani qui in Indonesia sono ottimi e osiamo quasi classificarli come i migliori ristoranti italiani fuori dall’Italia o la Svizzera italiana! Non fraintendeteci non è che disdegniamo la cucina locale, ma dopo un mese di Nasi Goreng (fried rice) o Chicken Satay (pollo in salsa di arachidi) e dopo aver dato di stomaco a turni siamo tornati alle origini in cerca di buona pasta o pizza. Siamo appunto rimasti strabiliati dalla presenza di ristoranti di qualité, complimenti agli emigrati italiani in Indonesia e la loro capacità di mantenere alta la reputazione del cibo italiano.

Essendo il nostro ultimo giorno di questo viaggio possiamo concludere di aver visto parecchi luoghi diversi in Indonesia con caratteristiche uniche: una frenetica Yogyakarta, rurale Lombok, perle di isolette intatte sparse nel Mare di Flores, autentica Labuan Bajo, magica Ubud, paradisiache isole Trawangan e Meno e vivace Bali. Oltre ai meravigliosi paesaggi naturali i nostri destini si sono incrociati per un attimo con instancabili viaggiatori come noi e persone locali di cuore.

Terima kasih (grazie in Indonesiano) Indonesia per averci accolto meravigliosamente e grazie a voi lettori e amici per averci seguito e sostenuto in questo viaggio.

A presto per la prossima avventura su Vamos Away! 

 

Dopo aver passato 2 notti a Padangbai, paesello di porto situato sulla costa orientale di Bali, nulla di speciale a nostro avviso a differenza di quanto descritto nella Bibbia dei viaggiatori Lonely Planet, ci imbarchiamo per Gili Trawangan, un’isoletta situata tra Bali e Lombok. Avendo raccolto diversi pareri sull’isola speriamo di trovare un ambiente tranquillo e rilassato, ma non troppo festaiolo come invece  sostenevano alcuni viaggiatori che ci erano già stati in precedenza.

Appena attraccati al molo di Trawangan, scopriamo che il nostro hotel è a pochi passi e ci rallegriamo di non doverci trascinare i nostri zaini, benché abbastanza leggeri, nelle strade impolverate e sabbiose dato che non esistono né auto, né motociclette su questo lembo di terra. Sembra di essere tornati un po’ indietro negli anni, in cui i mezzi disponibili sono solamente calessi e cavalli e qualche bicicletta.

Sotto questo punto di vista rimaniamo impressi positivamente per due motivi essenzialmente: il primo perché possiamo finalmente camminare per le strade tranquillamente senza dover restare sempre allerta, gli unici mezzi da schivare infatti come menzionato prima rimangono i cavalli e le biciclette; mentre il secondo motivo è sicuramente sostenibile, siccome si vuole ridurre l’impatto umano sull’ambiente naturale. Sempre riguardo a quest’ultimo punto notiamo che anche al nostro hotel viene ribadito il fatto di essere da esempio e di seguire alcune semplici ma efficaci regole anti-spreco energetico, come per esempio non gettare carta e altri prodotti nel gabinetto o utilizzare l’acqua parsimoniosamente.

È relativamente semplice esplorare l’isola, il secondo giorno infatti abbiamo noleggiato due biciclette e abbiamo fatto il tour completo ammirando le coste e l’acqua cristallina. Anche se abbiamo compiuto il giro in un paio di ore con pause spiaggia, il sentiero è stato abbastanza arduo a causa della sabbia e il continuo arenamento delle biciclette, costretti quindi a spingere su alcuni tratti. La soddisfazione però è stata doppia e ci siamo auto concessi un bel pranzetto all’italiana presso l’unica Trattoria italiana dell’isola con bruschette e pizza. Quanto ce le siamo gustate le pietanze italiane dopo settimane passate a mangiare riso e orientale!

Incredibilmente la costa orientale è assai più sviluppata con una moltitudine di bar, ristoranti e centri di immersione, per cui alcune spiagge ricordano le isole Baleari in Spagna, mentre altre coste a nord e sul lato ovest sono ancora vergini e selvagge, ma vediamo già la speculazione edilizia avanzare… speriamo solo che non diventi una specie di Ibiza.

Oltre a Gili Trawangan, all’orizzonte si possono chiaramente intravedere due altre isole minori chiamate Gili Meno e Gili Air, le quali sono territorialmente più piccole e meno intaccate dal turismo. Pianifichiamo nei nostri prossimi giorni di esplorare almeno una delle due alla ricerca di spiagge meno popolate.

Per ora è tutto qui da Trawangan, ci aggiorniamo presto! Hasta la vista!

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04
Aug 2012

Ubud

Dalle isole selvagge passiamo alla sofisticatezza e cultura della magnifica cittadina di Ubud, immersa nei campi verdeggianti di riso a Bali. Si respira aria di arte, tradizione e spirito creativo tipicamente balinese, attributi che attirano non pochi turisti nella zona.

Rimaniamo infatti positivamente colpiti dalla miriade di ristorantini, caffè, templi e gallerie d’arte nascosti ad ogni angolo della città e ci immergiamo di conseguenza nella cultura locale soffermandoci ad ammirare ogni dettaglio e decorazione.

Gli abitanti di Ubud appaiono per la maggior parte come artisti dato che posseggono sicuramente un senso dell’estetica molto spiccato. Il nostro hotel rispecchia questo spirito, trovandosi all’interno di un giardino segreto decorato con statue balinesi di ogni genere e costruzioni in legno intagliato. Tutto ciò ci fa sentire come se ci trovassimo in un mondo esotico, con colori forti e una vegetazione lussureggiante circostante.

Inaliamo quest’aria serena passeggiando tra le viuzze di Ubud e un giorno decidiamo di esplorare i dintorni con il nostro mezzo preferito, ovvero lo scooter, inoltrandoci nei villaggi periferici fino ai verdi campi di riso che caratterizzano la zona.

Altre attività intraprese includevano una visita al tempio delle scimmie ubicato in una giungla in cui abbiamo potuto ammirare la bella presenza di 605 macachi balinesi, qualche trattamento in una delle numerose SPA e non da ultimo una lezione di yoga presso un centro di Yoga suggestivo, circondato da alberi e palme nei pressi di in un’ incantevole valle fluviale.

Forse per via della natura delle attività artistiche e culturale offerte in questa città constatiamo che la presenza femminile dei visitatori è notevole. La meta risulta essere perfetta per un gateway tutto al femminile!

La vera sorpresa è stata quando nel bel mezzo del mercato abbiamo riconosciuto un viso familiare, si trattava di una conoscente per Lucas e amica per Diana, siccome oltre che ex compagna di liceo a Lugano 2, ora è maestra alle elementari e simpatizzante buddista. Abbiamo così passato tre belle serate in compagnia, felici di aver approfondito questo legame mistico.

Possiamo dunque riassumere in tre parole il nostro soggiorno ad Ubud: mistico, artistico e armonioso. 

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