About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Dopo 2 settimane e mezzo di viaggio facciamo rientro all'Habana, la città forse più interessante di Cuba a livello di architettura, storia e cultura. 

Il caldo rendono gli odori nelle strade quasi nauseabondi, ma non ne compromette il fascino di queste vie attorniate da case dall'architettura incredibile. Peccato che manchino i fondi per restaurare queste magnifiche strutture che possono di gran lunga fare invidia alle più belle città europee. 
Ci immaginiamo per un attimo cosa succederebbe qualora aprissero il mercato immobiliare agli investitori stranieri, sicuramente spunterebbero le grandi catene di fast food e marche internazionali di moda che si installerebbero nelle più belle case del centro storico, come ormai succede globalmente. 

Chissà, magari Cuba con il suo spirito "ribelle" potrebbe applicare un'economia tutta sua di stampo socialista, puntando all'imprenditoria locale e dando questa possibilità ai suoi abitanti. 

Questa volta decidiamo di visitare più approfonditamente questa città speciale prendendo una guida locale che ci racconti un po' non solo la storia, ma anche la vita dei cubani. 
Con la sua Opel del 1959 ereditata da sua padre, Juan Luis ci porta in giro per la città raccontandoci un po' di tutto e rispondendo alle nostre curiosità. Questa città ha un passato davvero tosto, é stata conquistata e invasa da parecchi popoli, tra cui per prima gli spagnoli con l'arrivo di Cristoforo Colombo. In seguito i pirati dei Caraibi (quelli veri!) l'hanno spesso saccheggiata e distrutta, poi vi é stata la volta degli inglesi, i quali hanno sopraffatto gli spagnoli. Per questo motivo gli spagnoli che possedevano a quell'epoca territori in Florida hanno scambiato con gli inglesi questi ultimi per riprendersi Cuba nel 1762, dato che la città dell'Habana rappresentava per loro un punto strategico nelle Americhe. Infatti raccoglievano tutto l'oro e i materiali preziosi ricavati da altre terre conquistate in America centrale e Sud America proprio all'Habana per poi trasportarli in Spagna sulle loro navi. 

Con la conquista arrivò anche la schiavitù e leggiamo che Cuba é stato uno degli ultimi paesi al mondo ad abolirla quando gli spagnoli furono vinti dai cubani che volevano l'indipendenza con l'aiuto dei nordamericani (ma questa é un'altra storia). Cuba quindi é sempre stata terra di conquiste, colonizzazioni fino alla rivoluzione castrista, e per questo si può comprendere come lo spirito ribelle ed indipendentista da ogni forza straniera permei tuttora nella sua popolazione. 

Ci ha colpito il fatto che non vi sia razzismo tra bianchi di origine spagnola o europea, afro-cubani e mulatti, si sente nell'aria un'atmosfera di uguaglianza. 

Facciamo un altro incontro interessante presso l'ICAP (Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos), grazie ad un contatto fornitoci in Ticino da un amico. Conosciamo Roberto, responsabile per le relazioni con l'Europa che ci spiega tante cose di Cuba e risponde alle nostre domande. C'é tanto criticismo nei media verso il governo di Cuba, ma forse spesso non si menziona cosa abbiano anche dovuto affrontare in questi anni di embargo e isolamento. Il fatto che non ci sia internet per esempio o non sia sempre accessibile o efficiente, é anche dovuto al fatto che manchino le strutture tecnologiche e l'infrastruttura che sono difficili da procurare in questa situazione particolare. Con il miglioramento delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti si spera si inizi di nuovo una collaborazione, senza quel clima imperialista che ha dominato il ventesimo secolo. L'ambasciata statunitense aprirà di nuovo i suoi battenti il 14 di agosto all'Habana, dopo più di 50 anni di gelo tra le due nazioni. 

Questo viaggio a Cuba é stato davvero educativo e abbiamo appreso tanto della sua storia, cultura e società, grazie anche all'incontro con persone molto disponibili e di cuore. Siamo ora pronti a proseguire il nostro cammino verso il Messico. Hasta la victoria siempre Cuba! 

Murales Che
Plaza Vieja
Malecon
Museo de la Revolucion
Vita a La Havana
Vita a La Havana
Antico Hotel
Vita a La Havana
La Havana
Taxi do-it-yourself
Capitolio
Riparazioni in mezzo alla strada
Vista su La Havana "nuova"
Crisi dei missili
Plaza de la Revolucion - Camilo
Plaza de la Revolucion - Che
La Havana, Diana y Lucas
  • Murales Che
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  • Un po' stufi della calura e delle temperature insopportabili, ci dirigiamo verso la costa settentrionale dove le spiaggie e il mare sono tra le migliori di Cuba (per sentito dire). Grazie al Señor Pimienta che ci trova una casa particular con molta fatica, visto che é stagione di vacanze anche dei cubani, arriviamo a Varadero condividendo un'auto questa volta un po' più in ordine di quelle precedenti. 

    La famiglia che ci dà la stanza é molto cordiale e vivono sotto lo stesso tetto madre con i due figli e le rispettive mogli, nipote e due cani. Sembra essere la norma qui a Cuba che la famiglia allargata viva insieme e condivida gli spazi. 

    Andiamo subito a perlustrare la spiaggia e il mare tanto acclamati dai cubani stessi e in effetti ci troviamo di fronte una striscia di 20 km di spiaggia bianca e un mare color turchese cristallino. 

    Un paradiso! 

    Ben presto però il paradiso si dimostra in realtà un'illusione... nel fine settimana la spiaggia si riempie di turisti locali provenienti dai villaggi vicini che lasciano letteralmente mucchi di spazzatura e lattine, sebbene siano stati posti cestini ogni 20 metri. Osserviamo con sdegno gente entrare in questo mare così bello con in mano lattine e bottiglie e semplicemente lasciarle in acqua una volta terminate, come se il mare facesse magicamente sparire tutto!  

    Ci domandiamo allora se questa gente che dovrebbe essere istruita, vantando Cuba un tasso di alfabetizzazione del 99%, abbia una coscienza o un'educazione ambientale o meno. 

    Per fortuna giorni dopo questo disastro ambientale, vediamo persone del posto raccogliere bottiglie e lattine dal mare e gettarle negli appositi contenitori, cosa che facevamo anche noi ed altri visitatori stranieri. Questo ci dà speranza che esistano anche dei cubani sensibili all'ambiente e speriamo possano dare da esempio agli altri evitando il degrado ambientale e che anche le generazioni future possano usufruire e godere delle ricchezze naturali di questa terra. 

    Varadero é un polo assai turistico con un resort di lusso dopo l'altro, in continua espansione. Per i viaggiatori come noi a budget limitato é difficile mangiare o bere per pochi CUC. Essendo nati da poco dei mini-markets, i prodotti offerti non sono molti, si trovano per lo più bibite gassate, crackers, chips, prodotti in scatola, e tanto rum a poco prezzo! 

    Sebbene questi resorts rappresentino delle entrate importanti per l'economia cubana, offrono ben poco di quello che rende Cuba così unica. 

    Siamo già a metà del nostro viaggio a Cuba e decidiamo di proseguire a Santa Clara, città conosciuta per il suo memoriale al Che e per avere la seconda università più grande di Cuba dopo l'Avana. 

    L'educazione é di fatti uno dei cardini del pensiero marxista a cui si sono ispirati i rivoluzionari e tutte le scuole, incluse le università sono gratuite, permettendo quindi a tutti di accedere agli studi senza restrizioni economiche. La facoltà di medicina é quella più sviluppata e i medici cubani hanno ora la possibilità di andare a lavorare all'estero, essendo molto richiesti in varie parti del mondo.  

    Santa Clara non ci colpisce per la sua grandezza o architettura particolarmente speciale, ma per la sua atmosfera ancora cubana non ancora affetta dal turismo. Ci ospita un caro signore di un'ottantina d'anni, el Señor Pimienta con sua moglie e ci sentiamo subito in famiglia. Nel loro soggiorno é ben in vista un quadro con una foto del Che e lui ci racconta ancora commosso come per lui el Che fosse stato come un buon amico, una persona dal cuore grande che ha dato la vita per l'umanità. 

    Santa Clara di fatti é un luogo storico in cui nel 1959 el Che insieme ad un gruppo di rivoluzionari (chiamati anche "barbudos" per la loro barba) ha fatto deragliare un treno pieno di munizioni, armi e soldati dell'allora dittatura di Batista, segnando l'inizio della caduta del regime e il trionfo della rivoluzione cubana. 

    Oltre al luogo del deragliamento di questo treno in cui ora sorge una specie di museo all'aperto, visitiamo l'enorme monumento dedicato a Che Guevara e ai suoi compagni di guerriglia che sono caduti nella loro ultima missione in Bolivia. Inoltre c'é un mausoleo con le ceneri ritrovate in Bolivia e ritornate a Cuba solamente nel 1997 e un museo sulla vita del Che. 

    Dobbiamo ammettere che anche se non abbiamo mai avuto un legame o un'ammirazione particolare per il Che, il luogo é molto suggestivo e le parole scritte in una lettera indirizzata a Fidel prima della sua morte ci toccano profondamente, perché riusciamo a percepire i valori di umanità e di altruismo a cui credeva. 

     

    Forse una rivoluzione pacifica e senz'armi avrebbe portato ad altri risultati, ma non lo sapremo mai. 

    In quel periodo storico e contesto socio-culturale questi uomini e donne (c'erano anche due donne combattenti nel gruppo) hanno deciso di agire in questo modo, coscienti delle conseguenze a cui sarebbero andati incontro, lottando con coraggio per la loro causa.

    Con un po' di ritardo aggiorniamo il blog (ormai i punti delle telecomunicazioni sono sporadici e internet assai lento). 

    A Playa Larga incontriamo uno dei pochi abitanti che ha un'automobile e che quindi spesso si improvvisa taxista. Decidiamo di montare a bordo della sua vecchia Ford del 1950 per esplorare le più belle coste meridionali di Cuba e raggiungere la nostra prossima destinazione, Cienfuegos. 

    Ci fermiamo a fare snorkeling in una caletta tranquilla con fondali sabbiosi e acque turchesi, di pesci non ce ne sono tanti da ammirare, ma l'esperienza é unica.

    Cienfuegos si presenta a noi con un'atmosfera nostalgica e di decadenza, con la sua architettura neo-classica. La città é stata fondata da emigranti francesi e creoli originari della Louisiana, ancora oggi é interessante notare la diversità etnica della sua popolazione. 

    Troviamo alloggio da una signora molto gentile di nome Estrella che ci racconta di ospitare spesso studenti stranieri (per lo più provenienti dal Canada) che vengono a studiare spagnolo all'università di Cienfuegos. 

    La camera é angusta, buia, con un letto improvvisato da tre materassi messi uno sopra l'altro rendendo le nostri notti quasi insonni. In compenso, i pasti offerti dalla cara sciura si dimostrano di qualità rispetto ai ristoranti locali. 

    Ebbene sì, il tasto dolente di Cuba é l'aspetto culinario... la varietà é limitata, il piatto nazionale é riso accompagnato da qualche verdura o tubero e carne cucinata "alla buona".

    Due notti ci bastano per visitare la cittadina, così decidiamo di continuare il nostro viaggio verso est. Un tizio ci offre un passaggio per Trinidad condividendo l'automobile con altri passeggeri, così accettiamo ingenuamente la sua offerta. Il giorno della partenza ci rendiamo conto in che tipo di viaggio ci stavamo per imbarcare. La vettura é una specie di caravan-camioncino pre-rivoluzione con le portiere che ad ogni buca rischiano di aprirsi. I nostri bagagli vengono stipati sul tetto su un porta-pacchi carico di altro materiale. Durante tutto il viaggio rimaniamo all'erta per controllare che i nostri zaini non vengano sbalzati fuori a causa della strada abbastanza accidentata. Anche questa é avventura! 

    Con un sospiro di sollievo arriviamo sani e salvi a Trinidad, cittadina coloniale perfettamente conservata. Diventando un patrimonio UNESCO dal 1988, Trinidad rimane un luogo intatto dalla modernizzazione viste le strade acciottolate e la presenza di cavalli e contadini che lavorano ancora le terre. Anche se il turismo ha preso il sopravvento negli ultimi decenni, il fascino della cittadina non cambia e la reputiamo sicuramente uno dei più bei luoghi visitati sino ad ora a Cuba. 

     

    Il clima si fa sentire in questo periodo e le temperature raggiungono spesso e volentieri i 35-40 gradi, con tassi di umidità elevati, rendendo gli spostamenti a piedi assai faticosi. Almeno ci stiamo purificando sudando litri e litri giornalmente, altro che bagno turco! I mojitos serali in piazza ci rintemprano dalla calura e il nostro passatempo preferito é osservare i passanti: il violocellista in bici con il suo strumento sottobraccio, il contadino a cavallo, musicisti di strada, turisti sudati e paonazzi in viso, donne occidentali di mezza età accompagnate da giovani "fusti" cubani, cani randagi, galli, etc. 

    La musica é la colonna sonora di tutto questo, si sente cantare e suonare ad ogni angolo della strada, non solo a Trinidad ma a Cuba in generale. La ricchezza culturale e musicale é incredibile. 

      

    Approfittiamo per fare qualche registrazione audio e video che cercheremo di rendere disponibile sul blog appena possibile. Hasta pronto! 

    Ogni luogo di Cuba da cui siamo passati o in cui ci siamo fermati sembra ricordare momenti di storia della rivoluzione tramite slogan su cartelloni e muri. Le figure sempre presenti sono "Il Che" e Fidel Castro.



    Ci siamo così interessati a leggere sul passato e presente di Cuba e vorremmo riportare qualche episodio inerente ai luoghi che abbiamo visitato.

    Dopo l'Havana ci siamo diretti in bus verso la costa meridionale per raggiungere un piccolo villaggio chiamato "Playa Larga" dove le automobili sono assai rare, mentre i calessi con i cavalli e le biciclette sono i mezzi di trasporto più utilizzati.
    Se durante il periodo "especial" (post caduta del muro di Berlino) i cubani hanno dovuto diventare ecologisti e razionare le risorse non per loro scelta, negli ultimi anni hanno però deciso di seguire uno sviluppo più sostenibile rispetto ad altri paesi. Un esempio: a Cuba i proprietari di vetture sono circa 38 su 1000 abitanti (negli USA sono 800 su 1000) e non vengono utilizzati fertilizzanti chimici nell'agricoltura. 



    Playa Larga si trova sulla baia dei porci (Bahia de Cochinos), luogo in cui é avvenuto un attacco da parte di esuli cubani addestrati dalla CIA con lo scopo di rovesciare il governo di Castro (seguendo l'esempio di altri governi in latino america in quegli anni). L'attacco fallì clamorosamente e rese Fidel Castro eroe nazionale.

    Benché la storia di Playa Larga sia stata sanguinosa, oggi é un luogo pacifico e sonnolento, con una strada e i bici-taxi che fanno da spola dalle case "particulares" (bed & breakfast in famiglia) all'incrocio principale. Alloggiamo infatti in una delle numerose case particulares, gestita da un uomo alla buona e di poche pretese che si fa chiamare "El Caribeño". In questa casa ci vive la sua famiglia, figli, madre, nipoti compresi e l'idea di questo tipo di strutture é quella di ospitare viaggiatori e turisti, facendoli sentire come parte integrante della famiglia. 



    L'impatto umano con le persone che abbiamo incontrato é stato sempre positivo, si sono dimostrati tutti molto cordiali e disponibili, trasparendo sincerità senza chiedere nulla in particolare in cambio.
    Que viva Cuba! 

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