About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Home - Vamos Away - From Cuba to Patagonia

Il viaggio da San Cristobal ad Antigua è stato forse il più massacrante di tutti quelli che abbiamo mai sperimentato fino ad ora… 13 ore di viaggio su strade tortuose e di montagna con due cambi di shuttle e una lunga attesa alla dogana tra il Messico e il Guatemala. Inoltre, come se non bastasse prima di giungere al confine abbiamo assistito ad un blocco stradale da parte di alcuni abitanti di un villaggio che protestavano contro l’attuale presidente del Messico Enrique Peña Nieto. Per potere passare abbiamo dovuto sganciare qualche pesos a testa. Forse in realtà lo scopo di questa azione era quello di racimolare qualche soldo per i loro bisogni primari al villaggio.

Partiti all’alba da San Cristobal, arriviamo a sera inoltrata ad Antigua, una città coloniale con strade acciottolate e antichi edifici in stile spagnolo coloniale. Grazie ad Airbnb, troviamo una camera presso una casa di una coppia giapponese che ha aperto anche un ristorante in città. La loro dimora è davvero spettacolare, molto curata in ogni minimo particolare e molto spaziosa, con un giardino e una terrazza con vista sui vulcani attorno. Che dire, ci sentiamo subito a casa e ne approfittiamo per utilizzare la loro cucina super fornita e finalmente cucinare un po’.

Come nostra abitudine, per poterci ambientare in una nuova destinazione, ci piace leggere sulla storia del paese e i suoi aspetti culturali. Scopriamo che il Guatemala è recentemente uscito da una situazione di guerra civile durata ben 36 anni, ovvero dal 1960 al 1996, in cui avvenne un genocidio di più di 200 mila indigeni maya. Riassumendo in poche righe ciò che avvenne, negli anni ’50 l’allora presidente Jacopo Arbenz fu fatto dimettere con la violenza, perché con la sua politica voleva attuare dei cambiamenti in favore della classe meno abbiente che era assai sfruttata dai latifondisti, oltre che da industrie alimentari del nord America, tra cui la United Fruit Company (diventò Chiquita in seguito) in primis. Dopo la deposizione forzata, il governo USA e la classe dirigente ricca guatemalteca sostennero un governo di fatto militarista che ha cancellato ogni riforma sociale del decennio democratico, facendo quindi scatenare una protesta e rivolta da parte di studenti, contadini e altre persone vicine alla politica di Arbenz, che venne soffocata nel sangue da parte dell’esercito. A causa della repressione da parte dei militari, si formarono gruppi di guerriglieri ispirati alla rivoluzione cubana che però non riuscirono a prendere in mano la situazione, perché l’esercito iniziò a fare uccisioni di massa nei villaggi indigeni senza nessun riguardo per donne, bambini o anziani, temendo per la cosiddetta “sicurezza nazionale” o meglio, in difesa degli interessi economici dei latifondisti e delle multinazionali.

La storia sembra ripetersi in ogni paese che visitiamo e tuttora la situazione in Guatemala non è molto chiara, poiché nell’attuale governo regna ancora molta corruzione. Si respira al momento aria di campagna elettorale, e nei prossimi giorni il popolo sarà chiamato a votare per un nuovo governo. Si spera in un cambio concreto per il bene della gente.

Antigua è molto popolata da stranieri, specialmente da pensionati nordamericani. Grazie a questo tipo di turismo e presenza, si trovano ristoranti e caffè di ogni tipo in cui si sente parlare ogni lingua del mondo o quasi. Alcuni di questi sono stati aperti sempre da nordamericani ed europei, perché a quanto pare sembra essere relativamente semplice in termini di burocrazia fare un business in Guatemala. Infatti alcuni amici francesi che si sono stabiliti ad Antigua e hanno aperto il loro caffè-pasticceria, possono lavorare e risiedere con un visto turistico, dovendolo semplicemente rinnovare ogni 3 mesi.

Topograficamente la città si trova attorniata da 3 grandi vulcani: il più imponente è chiamato “Volcan de Agua” (altezza di 3766 m), chiamato così perché il cratere era pieno d’acqua, il secondo è l’ ”Acatenango” (altezza 3976 m), da molto tempo inattivo e l’ultimo si chiama “Volcan de Fuego” (altezza 3763 m), l’unico vulcano attivo. Purtroppo non abbiamo avuto l’occasione di esplorarli da vicino. Dalla terrazza della casa però abbiamo potuto scorgere della lava che scendeva dal “volcan de fuego”.

Sicuramente Antigua è un ottimo punto di partenza per visitare altri luoghi e regioni circostanti visto che si trova in una posizione centrale e ben collegata con il resto del paese.

Welcome to Guatemala
Calle en Antigua
Mercado de artesania en Antigua
Vintage car in Antigua
Taller de velas en Antigua
Chicken bus in Antigua
Santo Domingo, Antigua
Papagallo ad Antigua
Volcan de l'agua - Antigua
  • Welcome to Guatemala
  • Calle en Antigua
  • Mercado de artesania en Antigua
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  • Taller de velas en Antigua
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  • Santo Domingo, Antigua
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  • Volcan de l'agua - Antigua
  • Arriviamo all’alba nelle montagne del Chiapas, più precisamente nella città di San Cristobal de Las Casas. Veniamo inondati da un’aria fresca e rarefatta, tipica dei climi di alta montagna. La città si trova infatti a 2200m sopra il livello del mare e le temperature oscillano tra i 10 gradi notturni ai 25 giornalieri.  

    Sin dai primi istanti veniamo catturati dalla magia e dall’ambiente tranquillo e multiculturale di questa città coloniale. Le sue vie sono caratterizzate da ristorantini decorati con gusto e con molti dettagli, negozi di artigianato locale, bar giovanili e colorati, e piccoli centri culturali con diversi servizi, quali cinema, caffè, centri olistici di terapie alternative.

    San Cristobal d.L.C è nota per essere la capitale culturale del Chiapas, uno degli stati più poveri del Messico. Questa regione è stata teatro di conflitti negli ultimi decenni a causa della situazione difficile economicamente e socialmente per le classi povere, soprattutto costituite da indios. Per questo motivo, negli anni '90 cominciò a diventare popolare un movimento che prese spunto dalla rivoluzione messicana guidata da Emiliano Zapata nel 1910, l’ E.Z.L.N (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale), il cui obiettivo era quello di liberare il Chiapas dal governo messicano che i zapatisti identificano con il mal gobierno, poiché avrebbe svenduto alle multinazionali (dopo l’accordo di libero commercio tra Canada, USA e Messico nel 1994) le terre e le risorse naturali del paese, facendo sprofondare gli indigeni in condizioni di estrema povertà. Questo movimento è tuttora esistente ma in forma più latente e pacifica, formato sostanzialmente da indigeni di origine Maya che si battono per fare valere i diritti delle popolazioni native messicane.

    Panorama de San Cristobal d.L.C.
    Iglesia en San Cristobal d.L.C.
    Murales en San Cristobal d.L.C.
    Calles de San Cristobal d.L.C.
    Calles de San Cristobal d.L.C.
    Mercado en San Cristobal d.L.C.
    Plaza en San Cristobal d.L.C.
    Iglesia en San Cristobal d.L.C.
    Iglesia de Guadalupe
    Tenemos derechos murales
    Calles de San Cristobal d.L.C.
    San Cristobal d.L.C de noche
  • Panorama de San Cristobal d.L.C.
  • Iglesia en San Cristobal d.L.C.
  • Murales en San Cristobal d.L.C.
  • Calles de San Cristobal d.L.C.
  • Calles de San Cristobal d.L.C.
  • Mercado en San Cristobal d.L.C.
  • Plaza en San Cristobal d.L.C.
  • Iglesia en San Cristobal d.L.C.
  • Iglesia de Guadalupe
  • Tenemos derechos murales
  • Calles de San Cristobal d.L.C.
  • San Cristobal d.L.C de noche
  • Durante il nostro viaggio verso la zona archeologica di Palenque, abbiamo potuto scorgere dei comuni autonomi zapatisti, caratterizzati da programmi comunitari di produzione del cibo, sistemi sanitari e scolastici gratuiti in parte sostenuti da ONG. Questi comuni sono stati organizzati per autogovernarsi e ricevere servizi e soddisfare prime necessità che altrimenti non gli sarebbero state garantite dal governo.

    È stato anche interessante osservare dal vivo in uno dei villaggi visitati, come queste popolazioni Maya mantengano vive le loro tradizioni e cultura, tra cui la lingua tzotzil, l’artigianato con la relativa produzione di tessuti, vestiti e accessori, e alcuni prodotti alimentari tuttora fatti a mano (tortillas di mais, liquore a base di canna da zucchero chiamato “posh”, etc.).

    A San Juan Chamula si respira un’aria molto mistica e si percepisce un’energia particolare, perché vi si trova una chiesa o tempio che fonde le antiche credenze e tradizioni pre-colombiane con la religione cattolica. All’interno di questa chiesa non vi sono banchi o sedie, le persone vengono a pregare recitando una cantilena o una preghiera accendendo delle candele per terra davanti a delle figure di santi, posti in vetrine chiuse in modo che il male non possa intaccarli. Ogni santo o figura in realtà rappresenta una divinità maya a cui si rivolgono gli abitanti, a volte portando con sé una gallina che faranno girare attorno al loro corpo in modo che l’animale attragga tutte le negatività. Dopodiché la gallina che incorpora le negatività assimilate dalla persona verrà uccisa. Un altro particolare che ci ha colpiti, è il pavimento ricoperto da aghi di pino, un tappeto verde che simboleggia il contatto con la terra. L’unico sacramento concesso in questa chiesa è il battesimo che viene celebrato da un prete proveniente da un altro luogo. Non vi sono infatti sacerdoti in questa chiesa, perché il contatto con le divinità avviene direttamente senza intermediari.

    Tejedora en Zinacantan
    Artesania en Zinacantan
    Artesania en Zinacantan
    Artesania en Zinacantan
    Tortillas de maiz
    San Juan Chamula
  • Tejedora en Zinacantan
  • Artesania en Zinacantan
  • Artesania en Zinacantan
  • Artesania en Zinacantan
  • Tortillas de maiz
  • San Juan Chamula
  • Il Chiapas ha un’enorme area boschiva con climi diversi: spostandosi verso nord est, il clima si fa tropicale con giungle, cascate, fiumi e laghi. Palenque, antica città maya che risale al 100 a.C si trova in una selva ricca di fauna e flora; di fatti le scimmie urlanti ci hanno fatto compagnia durante la nostra visita a questo sito. La nostra guida ci spiega come la parte esplorata sia meno del 10% vista la foresta fitta che ricopre ancora la maggior parte delle piramidi e degli edifici costruiti in antichità.

    Impariamo sempre dalla nostra guida che i Maya credevano di risalire dalla pianta del mais, per questo motivo era usanza tra i nobili deformare le teste dei nascituri, facendole diventare allungate a forma di pannocchia (non provatelo sui vostri figli). Inoltre, date le loro conoscenze avanzate in astronomia, matematica, medicina e astrologia, consapevoli della grande connessione tra il ciclo delle stagioni e le loro vite, credevano che dopo la morte si rinascesse sotto forma di pianta, animale o essere umano. Questo processo di vita e morte veniva anche spiegato attraverso una numerologia definita. Come praticanti buddisti questo elemento della cultura maya ci ha affascinati parecchio e abbiamo potuto fare delle analogie con alcuni principi buddisti di nascita e morte.

    Questa civiltà sembra essere stata così avanzata a livello di conoscenze, architettura e altro, che uno dei tanti antropologhi studiosi dei Maya ritenga che fossero degli extraterrestri; rimane tuttora un mistero come attorno al 1500 prima dell’arrivo dei conquistatori spagnoli, questo sito sia stato abbandonato e la foresta abbia preso il suo sopravvento.

    Panorama di Palenque
    Palazzo - Palenque
    Tomba di Pakal a Palenque
    Tomba di Pakal a Palenque
    Tomba de la reina roja a Palenque
    Cascata di Misol-Ha
    Agua Azul
    Agua Azul
  • Panorama di Palenque
  • Palazzo - Palenque
  • Tomba di Pakal a Palenque
  • Tomba di Pakal a Palenque
  • Tomba de la reina roja a Palenque
  • Cascata di Misol-Ha
  • Agua Azul
  • Agua Azul
  • San Cristobal d.L.C e i suoi luoghi magici nei suoi dintorni ci ha certamente affascinati e ammiriamo la forza con cui questo popolo di montagna affronta le difficoltà quotidiane. La cultura e tradizione rimangono un fattore importante nella società di questa regione, che rende anche i suoi luoghi interessanti da visitare e da approfondire per chi come noi è curioso di imparare da queste realtà. San Cristobal d.L.C attira sempre di più giovani provenienti da grandi città in Messico o dall’estero in cerca di una qualità di vita più tranquilla, connessa maggiormente alla natura.

    Nulla da fare, ci siamo fatti influenzare dal ritmo messicano o meglio ci siamo talmente integrati in questo modo di vivere che ce la siamo presa comoda anche nell’aggiornare il blog. Dunque, eccoci sulla costa che si affaccia sul Pacifico, sempre nello stato di Oaxaca. Il viaggio da Oaxaca a Puerto Escondido è stato assai lungo e affaticante: sebbene ci siano all’incirca 250 km di distanza da una città all’altra, il minivan che ci ha trasportati ci ha messo ben 7 ore di guida su strade sterrate e di montagna. C’è mancato poco che stessimo male a causa delle curve e dell’ondeggiare continuo dovuto alle buche. Per fortuna a distrarci c’era il panorama boschivo e montagnoso, davvero incantevole! Siamo arrivati a destinazione accaldati ma senza incidenti né imprevisti, benché sul cammino per Puerto Escondido abbiamo incontrato un tratto di strada franato. Una coppia di pensionati canadesi ci ha detto che stanno costruendo un’autostrada con ben 6 tunnel che collegherà Oaxaca con Puerto Escondido e il tempo di percorrenza diminuirà a 2-3 ore massimo.

    Abbiamo talmente sentito parlare bene di Puerto Escondido da amici che ci erano già stati in precedenza che abbiamo dovuto soddisfare la nostra curiosità, decidendo di starci per almeno 3-4 notti. Ci aspettavamo una cittadina di mare dedita al surf con un ambiente tranquillo e abbastanza festaiolo, mentre per nostra sorpresa la città ci è sembrata inghiottita dal cemento e disordinata a livello urbanistico. Di fatti è spalmata su varie aree, abbastanza distanti tra loro da dover spesso e volentieri prendere uno di quei camioncini collettivi dove ti siedi sul retro con altre 10 o meno persone se sei fortunato, o un taxi per spostarti da una parte all’altra. Il surf è di casa, grazie alle grandi onde che si infrangono sulla costa e hanno reso questa cittadina famosa e molto apprezzata dagli amanti di questo sport fin dagli anni ’60-’70. Se all’inizio di questo viaggio uno dei nostri obiettivi era quello di provare ad imparare a fare surf, soltanto dando un’occhiata all’imponenza di questo mare e alle sue onde minacciose ci è passata la voglia… abbiamo optato per qualche giorno di relax in alcune baie un po’ più tranquille si fa per dire, perché in questa stagione ci hanno detto che le correnti e il mare è più agitato del solito. Sarà forse che siamo entrambi over 30, ma l’idea di affrontare muri d’acqua e farsi travolgere per forza di cose (per imparare) da essi non ci alletta molto. Piogge ed uragani occasionali iniziano ad arrivare proprio in questo mese e possono durare fino ad ottobre, rendendo il clima umido e afoso. Ne approfittiamo della bassa stagione, in cui ci sono molto meno turisti che affollano le spiagge e gli alloggi e i prezzi sono molto più vantaggiosi. Siamo contenti di cambiare destinazione dopo alcuni giorni visto che a parer nostro, per chi non pratica il surf o altri sport acquatici simili come il bodysurf, Puerto Escondido può risultare un po’ noioso.

    Leggendo un blog di un’altra viaggiatrice in cui consiglia caldamente Mazunte come luogo da visitare, decidiamo di acquistare un biglietto del bus per questa località, che si trova ad un’oretta di viaggio percorrendo la costa verso sud. Originariamente avevamo in mente di andare a Zipolite, un paese accanto a Mazunte, ma leggendo delle forti correnti sottomarine che hanno causato la morte di diversi bagnanti in passato, abbiamo preferito evitare il rischio e scegliere un posto dove almeno poter approfittare del mare. Una curiosità rispetto al nome del villaggio “Zipolite” è che proviene dalla lingua zapoteca e significa “playa de los muertos” (spiaggia dei morti), già allora può darsi che avevano avuto modo di sperimentare la pericolosità di queste acque. Sarebbe veramente una tortura andare in un posto idilliaco con palme e spiagge e guardare l’acqua da lontano. Per questo motivo, Mazunte ci è sembrata un’ottima alternativa.

    Infatti la scelta è stata azzeccata, perché questo villaggio è davvero carino e a misura d’uomo. Alloggiamo in una posada a ridosso del mare con una vista spettacolare di un angolo di una baia che già rende il nostro soggiorno idilliaco. Il villaggio è caratterizzato da diversi ristorantini gestiti da gente locale, centri yoga, comunità di persone che hanno scelto di stabilirsi a Mazunte vivendo di coltivazione propria in stile hippie, un centro di conservazione di tartarughe e una cooperativa formata da donne, che producono prodotti naturali di bellezza. L’ambiente in generale che percepiamo è rilassato e in armonia con la natura. Visitiamo entrambi il centro messicano di tartarughe e la cooperativa di prodotti naturali. Questo villaggio prima degli anni ’90 viveva grazie alle tartarughe, utilizzandole come alimento principale e vendendo i loro gusci. Visto che in seguito le tartarughe di mare iniziarono ad essere in pericolo di estinzione, il governo decise di trasformare questa economia di sussistenza in conservazione, costruendo un centro per la protezione delle tartarughe di terra e di mare con tanto di spiagge riservate alla deposizione delle uova in cui organizzazioni ambientali si prendessero cura di quest’ultime fino alla loro schiusa. Solo una tartaruga su 1000 riesce infatti a sopravvivere una volta che esce dal guscio e raggiunge il mare, dovendo affrontare predatori e pesci. Una volta che cresce e diventa adulta, la testuggine torna alla spiaggia dove è nata per deporre le sue uova e riiniziare il ciclo di nascita.

    Dopo aver passato diversi giorni sulla costa marittima ci sembra sia arrivato il momento di cambiare clima e paesaggi, nelle prossime ore affronteremo un viaggio di ben 11 ore in bus per arrivare alla nostra prossima tappa nello stato del Chiapas.

    Playa Manzanillo - Puerto Escondido
    Playa Bacocho - Puerto Escondido
    Punta Colorada - Puerto Escondido
    Punta Colorada - Puerto Escondido
    Punta Colorada - Puerto Escondido
    Relax a Mazunte
    Iguana - Mazunte
    Playa a Mazunte
    Mazunte
    Mazunte
    Mazunte
    Mazunte
    Punta Cometa Reserva Ecologica
    Punta Cometa Reserva Ecologica
    Cammino a Punta Cometa
    Mazunte
    Punta Cometa
    Punta Cometa
    Punta Cometa
    Punta Cometa
    Centro Mexicano de la tortuga - Mazunte
    Centro Mexicano de la tortuga - Mazunte
    Centro Mexicano de la tortuga - Mazunte
  • Playa Manzanillo - Puerto Escondido
  • Playa Bacocho - Puerto Escondido
  • Punta Colorada - Puerto Escondido
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  • Punta Cometa Reserva Ecologica
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  • Mazunte
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  • Centro Mexicano de la tortuga - Mazunte
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    10
    Aug 2015

    Oaxaca vive!

    Oaxaca de Juarez è la capitale dello stato di Oaxaca, uno dei più poveri stati del Messico. Abbiamo deciso di fermarci qualche giorno in questa città perché ricca di cultura, storia e arte.

    La sua popolazione è di maggioranza indigena o di origine indigena, si vedono ben pochi visi di origine europea. Oltre allo spagnolo, in Messico sono riconosciute 62 lingue amerindie, le più parlate sono il Nahuatl e il Maya. In questa regione sud-occidentale vengono parlate lingue zapoteche (con diversi dialetti a dipendenza dell’area), dato che tra il 200 e il 700 d.C fiorì la civiltà zapoteca dove ora sorge la città di Oaxaca e nei suoi dintorni. L’origine di questa civiltà si pensa abbia avuto inizio attorno al 500 a.C e il suo declino nel 1000 d.C.

    Affascinati dalla storia pre-colombiana visitiamo la capitale della civiltà zapoteca che si trova sul Monte Albàn, un sito archeologico su una montagna appiattita da parte dei zapotechi per poter costruirvi piramidi e case su vari livelli e terrazze. La nostra guida ci spiega che nella civiltà zapoteca non esistevano schiavi né una gerarchia con un leader al potere, per cui la costruzione degli edifici e delle piramidi avveniva grazie al lavoro degli abitanti stessi per la comunità. La struttura della società era basata su gruppi o tribù che vivevano in grandi case formando delle comunità. Non esisteva denaro, per cui utilizzavano il baratto o lo scambio di servizi.

    Su alcune pietre intagliate raffiguranti delle persone, venivano messi in rilievo i genitali o la mancanza degli stessi. Nel primo caso poiché studiavano già il corpo umano, mentre nel secondo caso si effettuava la castrazione negli uomini qualora avrebbero dato vita a bambini con malformazioni o malattie fisiche, spesso dovute a unioni incestuose.

    Rimane ancora un mistero come questa civiltà abbia ad un certo punto abbandonato il suo centro socio-politico e culturale e piano piano sia andata in declino. Forse questi misteri rendono così mistici questi luoghi, costruiti con tanta maestria e ingegno e in seguito abbandonati lasciandoli intatti. Tuttora ci si chiede ancora come mai.

    La cultura zapoteca con i secoli si è trasformata, ma non è andata del tutto persa, di fatti la popolazione di Oaxaca mantiene questa tradizione di arte raffigurativa, grazie alla presenza di tante gallerie di arte e negozi di artigianato locale. I colori, le forme e i tessuti sono unici!

    Oaxaca è anche famosa per le sue lotte sociali: assistiamo ad un documentario all’aperto che sensibilizza sul tema della scomparsa di persone e in particolare sul caso dei 43 studenti della scuola rurale di Ayotzinapa, futuri insegnanti delle zone rurali e povere, mai più ritrovati. In Messico ci sono attualmente più di 30,000 persone scomparse e la situazione è davvero grave, per questo motivo urge una mobilitazione sociale e internazionale. Non è possibile che in una “democrazia” coloro che commettono questi crimini rimangano impuniti.

    Il giorno dopo invece è in atto una raccolta firme per una riforma costituzionale sui diritti dei popoli indigeni e degli afro-messicani, a cui partecipiamo mettendo la nostra firma. Anche solo una piccola azione come questa può fare la differenza, e ammiriamo la determinazione di coloro che lottano per la giustizia e per una società più equa, in cui i diritti e le voci delle minoranze e delle persone svantaggiate vengano ascoltate.  

    Church of Santo Domingo de Guzman
    Oaxaca streets
    Oaxaca traditions
    Church of Santo Domingo de Guzman
    Market in Oaxaca
    Museo de arte contemporanea
    Oaxaca streets
    Magical deer in Oaxaca
    Arts in Oaxaca
    Zocalo at night
    Zocalo at night
    Monte Alban - Oaxaca
    Monte Alban - Oaxaca
    Monte Alban - Oaxaca
    Monte Alban - Oaxaca
  • Church of Santo Domingo de Guzman
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  • Zocalo at night
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  • Monte Alban - Oaxaca
  • Monte Alban - Oaxaca
  • Monte Alban - Oaxaca
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  • Torniamo al presente da 3 settimane vissute nell'era pre-tecnologica a Cuba. È uno shock culturale e ci sentiamo un po' storditi, l'impatto con la seconda metropoli più grande al mondo dopo Tokyo è forte. Bienvenidos nel Distrito Federal, o Tenochtitlan come veniva chiamata originariamente dagli aztechi!

    Nel 2010 hanno registrato una popolazione di ben 8 milioni 851 mila abitanti, comparabile quindi all'intera popolazione elvetica. Sebbene in Europa abbia la nomina di essere una città pericolosa, a noi non da questa impressione e ci sentiamo a nostro agio camminando per le vie e i quartieri del centro. Avendola già visitata in Dicembre dell'anno scorso, siamo già abbastanza familiarizzati con le zone e ne approfittiamo anche per riposarci qualche giorno.

    Il clima è mite tutto l'anno: le temperature oscillano tra i 15 in inverno ai 20-25 d'estate massimo. La città ha un'altitudine di ben 2400 metri sul livello del mare, quindi l'estate è sempre fresca.

    Notiamo come ci sia tanta ricchezza in questa città, le automobili che sfrecciano via ad alta velocità sono tutte nuove di zecca e all'ultima moda, abbondano centri commerciali di dimensioni stratosferiche e vengono costruiti grattacieli sempre più alti, la città è in continua espansione. In contrasto con questo benessere materiale, vi sono anche persone che cercano di sopravvivere facendo il lucida scarpe agli angoli delle strade o vendendo bicchieri colmi di frutta fresca con i loro carrettini costruiti fai-da-te. La città è un contrasto unico, cosa che la rende affascinante e tutta da scoprire.

    Un particolare che ci ha colpiti è un'attenzione e interesse generale per gli amici a 4 zampe. Ovunque impazzano cartelloni pubblicitari di cliniche, saloni di bellezza, cibi e altri accessori per cani. Purtroppo non abbiamo abbastanza tempo per approfondire questo tema, ma leggiamo nelle notizie locali che c'è un problema di abbandono dei cani; si contano infatti 1 milione e 200 mila cani abbandonati nel territorio urbano, con un potenziale rischio sanitario per gli abitanti. Per questo motivo sono nate numerose associazioni che sensibilizzano la popolazione su questo problema. Ne deduciamo che grazie a questa sensibilizzazione, altri servizi dediti a chi decide di adottare o tenere un cane si stanno sviluppando sempre di più. Per esempio, abbiamo visto un camioncino con un salone di toelettatura per cani che arriva direttamente a domicilio!

    Da un problema nasce sempre un’opportunità e questa città dimostra uno spirito innovativo, giovane e a volte contradditorio. Contradditorio perché dietro a questa facciata all’avanguardia e in continua crescita, c’è l’aspetto anche della violenza feroce che come ben si legge nelle notizie non sembra cessare per chi ha un’opinione critica rispetto al governo o alla politica.

     

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