About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Home - Vamos Away - From Cuba to Patagonia

Momenti immortalati durante la nostra prima tappa a Cuba: 

La Habana, Playa Larga, Cienfuegos, Trinidad, Santa Clara, e Varadero...tra un mojito e l'altro, belle spiaggie, cultura rivoluzionaria, storia tumultuosa, musica, spiritualità e sincretismo religioso...e molto di più, in questo Paese pieno di contrasti che lo rende uno dei posti più affascinanti che abbiamo visitato sino ad ora. 

18
Sep 2015

Mas de Atitlán

Inizialmente il nostro piano di viaggio prevedeva di pernottare a Panajachel sul lago di Atitlán solamente per alcune notti, giusto il tempo necessario per visitare qualche paesino e villaggio intorno al lago e goderci un po’ di tranquillità e natura.  Invece, ci siamo ritrovati a prolungare il nostro soggiorno per ben 3 volte presso “Casa Cakchiquel”. Oltre alla buona energia di questa casa, il motivo principale per cui abbiamo deciso di stare più a lungo è l’aver fatto conoscenza dell’organizzazione Trece Hilos/Thirteen Threads e quindi di esserci messi a loro disposizione per promuovere i loro progetti e attività.

Durante i giorni passati a “Pana” (nome abbreviato che si utilizza tra gli abitanti di Panajachel), ci siamo messi all’opera per documentare prima di tutto l’attività di artigianato tessile delle donne maya facenti parte di comunità rurali. Abbiamo avuto l’opportunità di andare a visitare in un villaggio tra le montagne della regione circostante, un gruppo di donne e osservare da vicino passo dopo passo come viene prodotto a mano un tessuto, grazie alla tecnica tipica del telaio a cintura. I disegni, ci spiega Alicia, una collaboratrice dell’organizzazione, hanno un significato ben definito e vengono trasmessi da generazione a generazione per preservare la tradizione ancestrale. Il viaggio per arrivare e tornare da questa comunità è stato abbastanza complicato, a causa dei vari cambi di bus (i famosi chickenbus colorati) e di un blocco stradale avviato da parte di alcuni abitanti di un villaggio che protestavano contro i risultati delle ultime elezioni, a loro avviso non validi per frode. Abbiamo camminato per circa 15 minuti tra folle di persone sedute ai bordi della strada per passare da un bus all’altro, si percepiva chiaramente una certa tensione nell’aria.

A “Pana” spiccano residenti pensionati provenienti per lo più dagli Stati Uniti. Li si vedono spesso e volentieri seduti nei caffè della cittadina a gruppi o individualmente, parlandosi animatamente davanti ad una tazza di caffè americano e salutandosi da lontano con un “Hey Bill!”. Sicuramente il lago di Atitlán è una valida alternativa alla Florida, grazie ad un clima mite e primaverile tutto l’anno e un’atmosfera da paese tranquillo. Non è nemmeno da escludere il fattore economico, per cui il costo della vita è nettamente inferiore rispetto ai paesi sviluppati del nord. Oltre ai pensionati, vi sono parecchi cani lasciati liberi che vagano tra le strade in cerca di qualche boccone o dormienti sui marciapiedi, in mezzo alla strada e perfino nei ristoranti accanto ai tavoli. Per essere cani randagi sembrano essere in gran forma e pacifici, forse percepiscono quest’atmosfera serena e positiva.

Tra qualche ora spesa al giorno per aiutare l’organizzazione, riusciamo anche a visitare altri villaggi che attorniano il lago, tra cui San Pedro. Questo paese è animato da tanti bar e ristoranti sempre a scopo di turismo, ma a differenza di “Pana” sembrano esserci più giovani backpackers. Una colonia di giovani israeliani sembra si sia installata da queste parti, dato che vediamo una moltitudine di bar, ristoranti e altri servizi come agenzie di viaggio gestite dagli stessi e con insegne in ebraico. Nella parte superiore del paese vivono invece i guatemaltechi, sulle cui case troneggiano inni a Gesù e a Dio, quasi come slogan pubblicitari.

San Pedro La Laguna
San Pedro La Laguna
Vista desde San Pedro
Campesino en San Pedro
Lago de Atitlan desde San Pedro
Streets of San Pedro
Artesania in San Pedro
Chicken bus in San Pedro
San Pedro La Laguna
Market in San Pedro
Streets of San Pedro
Kids playing soccer in San Pedro
  • San Pedro La Laguna
  • San Pedro La Laguna
  • Vista desde San Pedro
  • Campesino en San Pedro
  • Lago de Atitlan desde San Pedro
  • Streets of San Pedro
  • Artesania in San Pedro
  • Chicken bus in San Pedro
  • San Pedro La Laguna
  • Market in San Pedro
  • Streets of San Pedro
  • Kids playing soccer in San Pedro
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    Il 15 settembre si celebra il giorno d’indipendenza del Guatemala, festeggiato con tante parate e orgoglio nazionale. Il dominio coloniale spagnolo è durato quasi 300 anni (1523-1821), per cui si spiega questa passione e orgoglio nell’aver vissuto e superato una storia tanto turbolenta. Anche se non siamo mai stati fan di parate e altre dimostrazioni di orgoglio nazionale, ma la sfilata a cui abbiamo assistito ci ha colpiti parecchio. Bambini e ragazzi di ogni età di diverse scuole hanno sfilato con abiti tradizionali guatemaltechi, bande di giovani suonavano ogni sorta di strumento camminando per le vie, sbandieratori e insegne con lodi alla libertà, indipendenza, rispetto e educazione, tutti grandi ideali che speriamo di cuore vengano veramente applicati nel presente e futuro di questa bella terra.

    Oltre alle numerose sfilate, c’è un’altra tradizione particolare che risale alla notte prima del giorno storico: il 14 settembre 1821, un’eroina dell’indipendenza Maria Dolores Bedoy corse per le strade e vie del Guatemala con una lanterna come simbolo di speranza per una nazione libera da domini esterni. Tutt’oggi viene ricordata grazie a partecipanti, generalmente in età scolastica o universitaria, che insieme coprono una distanza di 350 km circa, passandosi la torcia da un comune all’altro. Questo avvenimento che simboleggia per l’appunto la torcia dell’indipendenza, viene ricordato e celebrato nello stesso giorno anche negli altri 4 Paesi del Centro America, quali Honduras, El Salvador, Nicaragua e Costa Rica.

    Dia de la Independencia en Panajachel
    P1040423 (1Dia de la Independencia en Panajachel000x563)
    Dia de la Independencia en Panajachel
    Dia de la Independencia en Panajachel
    Dia de la Independencia en Panajachel
    Dia de la Independencia en Panajachel
    Dia de la Independencia en Panajachel
    Dia de la Independencia en Panajachel
    Dia de la Independencia en Panajachel
    Dia de la Independencia en Panajachel
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    Dia de la Independencia en Panajachel
  • Dia de la Independencia en Panajachel
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  • Dia de la Independencia en Panajachel
  • Dia de la Independencia en Panajachel
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  • Dia de la Independencia en Panajachel
  • Dia de la Independencia en Panajachel
  • Dia de la Independencia en Panajachel
  • Dia de la Independencia en Panajachel
  • Dia de la Independencia en Panajachel
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  • Dia de la Independencia en Panajachel
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    Il nostro viaggio porta consiglio e abbiamo il piacere di presentarvi la nostra nuova creazione, maturata durante questi mesi. Mercados Away é un progetto che si occupa di documentare specificatamente organizzazioni non-profit e associazioni in ambito culturale-artigianale del centro e sud America attraverso reportage e approfondimenti in loco che verranno pubblicati su una pagina dedicata.

    Per quanto riguarda il Guatemala, abbiamo deciso di offrire il nostro tempo e le nostre capacità in favore dell’organizzazione Oxlajuj B’atz’/Trece Hilos/Thirteen Threads, formata da donne provenienti da comunità maya. 

    Per aiutarle nei loro progetti e nella promozione del loro lavoro, abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi. In cambio di una donazione, riceverete dei bellissimi articoli e accessori fatti interamente a mano dalle artigiane maya. 

     

    La campagna durerà 8 giorni, durante i quali ci occuperemo personalmente di raccogliere le donazioni e degli invii. Dopo di che proseguiremo con il nostro viaggio verso sud, alla scoperta di nuove culture e realtà.

    Se Antigua è la città cosmopolita del Guatemala, Chichicastenango detta anche “Chichi” è la cittadina dell’artigianato maya per eccellenza. In questo luogo si radunano nei giorni del mercato (giovedì e domenica) tutti gli artigiani e venditori della regione. Ci sono circa 3000 bancarelle ufficiali, tra cui fruttivendoli, bancarelle di cibo tipico e soprattutto commercianti di artigianato tessile, i quali vendono articoli di abbigliamento e tessuti coloratissimi in puro stile maya. Si tratta di uno dei più estesi mercati del Guatemala e del centro America.

    Abbiamo avuto l’opportunità di visitare questa cittadina di montagna proprio nel giorno del mercato ed è stato arduo astenerci dal non acquistare nulla, visto che i colori e lo stile di sciarpe, scialli, scarpe e borse ci piace assai. Abbiamo comprato due sciarpine, un paio di pantaloni per Lucas, e la nostra piccola mascotte guatemalteca “Pancho, el caballito” che ci seguirà da ora in avanti lungo il nostro cammino verso sud.

    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
    Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Mercado de Chichicastenango
  • Qui la gente arriva a mani vuote e riparte con grandi sacchi strapieni di accessori e articoli per la casa. Vista la grande quantità di roba in vendita, ci chiediamo da dove provengano tutti questi prodotti e se veramente siano fatti a mano da artigiani locali. Cercando di rispondere alle nostre domande sulla provenienza di queste cose e il modo in cui vengono effettivamente prodotti, dapprima effettuiamo una ricerca internet sulle cooperative e/o associazioni in Guatemala che si occupano di un commercio giusto e solidale. Con nostra sorpresa, scopriamo che la maggior parte di queste vengono gestite principalmente da statunitensi. Il Guatemala pullula di ONG che si occupano di educazione, salute, commercio giusto (il famoso fair-trade) e altro. Provocatoriamente ci chiediamo se queste organizzazioni diano un contributo concreto o meno allo sviluppo delle comunità locali.

    Decidiamo di passare all’azione e indagare oltre, andando a visitare una cooperativa sul lago di Atitlán a Santiago de Atitlán, fondata da una signora nordamericana che è anche una designer. Il co-fondatore è del luogo e ci mostra dove vengono prodotti i tessuti, ovvero direttamente nelle dimore dei tessitori che fanno parte dell’organizzazione. A casa di queste persone osserviamo il procedimento e le varie tecniche utilizzate con diversi telai: quello a pedale per tessere grandi tessuti, e quello a tensione per creare pezzi da piccole a medie dimensioni. La tradizione di quest’arte antica è affascinante e i disegni, ci dice Antonio la nostra guida, cambiano con il tempo, come d’altronde succede anche nella moda “occidentale”. Coloro che lavorano per questa cooperativa ricevono un salario adeguato e migliore rispetto ad altri tessitori che devono andare a vendere i loro prodotti al mercato o per strada, perché la cooperativa si occupa direttamente della vendita tramite negozi in Guatemala e all’estero. Un aspetto che ci ha fatto un po’ riflettere riguarda il disegno e la progettazione dei tessuti, i quali vengono elaborati da designers americani ed europei che lavorano a stretto contatto con le tessitrici locali. Di conseguenza, i prodotti in vendita sono sì influenzati dalla tradizione maya, ma di fatto i colori (più sobri) e i disegni sono stati ideati appositamente per il mercato estero e i turisti stranieri.

    Artesanos en Santiago de Atitlan
    Artesanos en Santiago de Atitlan
    Artesanos en Santiago de Atitlan
    Artesanos en Santiago de Atitlan
    Artesanos en Santiago de Atitlan
    Artesanos en Santiago de Atitlan
  • Artesanos en Santiago de Atitlan
  • Artesanos en Santiago de Atitlan
  • Artesanos en Santiago de Atitlan
  • Artesanos en Santiago de Atitlan
  • Artesanos en Santiago de Atitlan
  • Artesanos en Santiago de Atitlan
  • Dopo questa visita, cominciamo ad interessarci al tema del fair-trade e decidiamo di approfondirlo maggiormente. Contattiamo un’altra associazione di donne provenienti da diverse comunità maya che si occupano di artigianato e altri progetti, con lo scopo di rinforzare l’auto-stima delle donne, il loro ruolo nella società e perché possano provvedere al sostentamento delle loro famiglie, decimate a causa del genocidio nei 36 anni di guerra civile. L’incontro è stato davvero interessante e fonte di ispirazione. Lucia e Gloria, due signore di origine maya che fungono da amministratrici in quest’associazione, hanno parlato dei progetti passati e in corso e del loro grande obiettivo di rendere le donne delle comunità indigene sempre più indipendenti e attive in diversi settori della società.

    Per raggiungere questi obiettivi, stanno formando leader femminili nelle varie comunità che possano istruire altre donne e giovani donne a diventare a loro volta leader in futuro. Ci troviamo subito in perfetto accordo con i valori e le idee che cercano di portare avanti, e decidiamo quindi di estendere il nostro soggiorno al lago di Atitlán, proprio per documentare il lavoro che stanno sostenendo e perché no, poter dare loro una mano nel fare conoscere non solo i loro prodotti, ma anche i loro progetti in Svizzera e in Europa.

    Una delle bellezze naturalistiche del Guatemala è sicuramente il lago Atitlán, il più profondo dell’America Centrale con una profondità massima di 340 metri. Il suo bacino fu originato da un’eruzione vulcanica di 84 mila anni fa; infatti, è attorniato da 3 vulcani, alla base dei quali sono state costruite città e villaggi, per lo più popolati da maya. Uno scrittore britannico Aldous Huxley, per rendere l’idea, lo descrisse come segue: “il lago di Como, mi sembra, tocchi il limite del pittoresco, ma l’Atitlán è come il lago di Como con abbellimenti supplementari di numerosi vulcani immensi. Davvero eccezionale”.

    Abbiamo deciso di stabilirci a Panajachel, una cittadina che fa da base per arrivare agli altri villaggi lungo le sponde del lago, con delle barchette come unico mezzo di trasporto. Questa città vive grazie al turismo, data la forte affluenza di turisti. Infatti, vi sono una miriade di negozi di artigianato, hotels, ristoranti e bar.

    Troviamo alloggio sempre grazie ad Airbnb, presso un centro culturale chiamato “Casa Cakchikel” (lingua di una popolazione maya) che ha due sole stanze in affitto, ma che ospita una mostra fotografica della storia del luogo e dei suoi abitanti durante il secolo scorso, un ristorante giapponese (questi giapponesi sono ovunque!), e una radio locale al piano superiore. Davvero speciale come luogo, perché questa casa ha un ruolo storico; apparteneva ad una contessa svedese che ospitava visitatori famosi dell’epoca, tra i quali anche il nostro buen amigo Che Guevara di cui c’è una foto nella sala principale. In qualche modo el Che è sempre presente nel nostro viaggio. Al giorno d’oggi questa casa è passata ad un proprietario svizzero, con il quale abbiamo comunicato per prenotare la stanza.

    Facciamo la conoscenza del gestore della casa, un uomo proveniente da uno dei villaggi vicini, una persona solare e di cuore di nome Andrés, con il quale ci soffermiamo spesso a conversare sulla vita delle persone che vivono qui, sulla situazione politica e sociale, sull’educazione, e altro. Ci sono parecchi problemi e situazioni difficili in questo paese, ma la positività e grande determinazione con la quale Andrés sta lottando per garantire un futuro migliore ai suoi due figli e ad altre persone vicine a lui, ci dà speranza e ci colpisce dritti al cuore. 

    Le elezioni per il nuovo presidente stanno avvenendo proprio oggi (Domenica, 6 settembre) e c’è fermento nell’aria. Una delle cose curiose di questo paese è che il giorno prima delle votazioni, bar e ristoranti hanno il divieto di vendere e servire alcool ai loro clienti. Il motivo é semplice, si vuole che i cittadini votino a mente lucida. Hanno fatto un’eccezione per noi viaggiatori, servendoci del vino in una tazza da caffè.

    Abbiamo potuto visitare alcuni villaggi sul lago come San Marcos La Laguna e Santiago de Atitlán, entrambi molto diversi tra loro. Il primo è un paesino particolare, composto da una parte da una “zona hippie” con parecchi centri olistici che offrono terapie alternative di ogni genere, e un’altra dove vive la gente locale. Vista la netta separazione tra gli abitanti, non ci ha entusiasmato molto. Il secondo villaggio è già una città abbastanza grande, abitata da maya con uno stile di vita più tradizionale.

    Sono già passati due mesi dalla nostra partenza per quest’avventura; il tempo sembra dilatarsi quando si continua a cambiare luogo e si vedono nuove realtà. Non siamo per niente stufi di viaggiare, anzi, non vediamo l’ora di proseguire verso i prossimi paesi per riuscire a coronare il sogno di arrivare fino alla fine del mondo: Ushuaia!

    Lago Atitlan y los volcanes
    Lago Atitlan
    Lago Atitlan
    Las calles de Panajachel
    Calle de Panajachel
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    San Marcos La Laguna
    Panajachel y volcan
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