About Mercados Away

È un progetto parallelo a Vamos Away, creato con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle diverse culture in America latina, con le quali verremo a contatto durante il nostro viaggio. 
Questo si focalizza sul patrimonio culturale artigianale delle comunità indigene e di artigiani locali presenti in centro e sud America.

In che modo? 

Si vogliono documentare cooperative e organizzazioni no-profit in questo ambito, attraverso reportage in loco, con articoli che descrivono i loro progetti in dettaglio, foto e video. Gli approfondimenti verranno pubblicati sulla pagina dedicata a Mercados Away. 

Il Barniz di Pasto Featured

Diana y Lucas 24 December 2015 949 times

Pasto doveva essere semplicemente una breve tappa prima di attraversare la frontiera colombiana-ecuadoriana, ma si è rivelata una piacevole sorpresa.

Per due notti ci siamo concessi un hotel confortevole con doccia calda e un letto comodo, per poter recuperare le forze prima di affrontare un lungo viaggio per l’Ecuador. Il proprietario dell’hotel è un francese, Monsieur Patrice, trasferitosi a Pasto 20 anni or sono, e ci ha accolti con una simpatia esuberante. Parlando con lui del progetto Mercados Away, ci ha consigliato di andare a visitare un maestro artigiano del luogo che lavora nella sua bottega, utilizzando una tecnica particolare e unica, esistente solamente a Pasto. Abbiamo preso la palla al balzo e avendo poco tempo a disposizione, siamo partiti immediatamente alla ricerca della bottega del Barniz per non perdere questa preziosa opportunità.

La troviamo ad un angolo di una strada, suoniamo alla porta e una signora ci apre. La signora ci racconta che il Barniz è una tecnica ancestrale che consiste nella decorazione di oggetti di legno attraverso l’applicazione manuale di una resina generata dalla lavorazione di foglie dell’albero Mopa-Mopa, il quale cresce solamente nella regione del Putumayo in Colombia.

Le foglie di questo albero vengono dapprima macerate, poi cucinate e cotte in acqua bollente. La resina ricavata da questo processo assume una malleabilità ed elasticità tale da permettere all’artigiano di stirarla e tirarla a mano fino ad ottenerne una pellicola che aderisce agli oggetti, con la quale verranno decorati. Normalmente gli oggetti sono fatti in legno di pino poiché è più durevole nel tempo. La coloratura della resina viene effettuata con colori naturali ricavati da minerali. 

La raccolta della materia prima avviene principalmente in due periodi dell’anno: tra maggio e giugno e tra novembre e dicembre. Dati i periodi limitati di raccolta, la difficoltà di quest’arte sta nell’ottenere abbastanza foglie per creare la resina.

Osservando superficialmente gli oggetti decorati, si può pensare che vengano dipinti con colori e pennello, ma non è così, di fatti la decorazione avviene grazie all’utilizzo di un coltellino che intaglia la resina, dando vita a figure e forme ancestrali. Per questo motivo, il maestro José Maria Obando ha deciso di lavorare nella bottega ogni pomeriggio della settimana, in modo che i visitatori possano osservare dal vivo la tecnica utilizzata. Così, un pomeriggio qualunque abbiamo potuto assistere alla decorazione di un vaso e nel mentre abbiamo potuto conversare con lui, facendoci raccontare un po’ della sua vita. 

Il maestro, conosciuto da molti nella città di Pasto, iniziò la sua attività di artigiano alla tenera età di 14 anni. Suo padre gli insegnò tutti i segreti della lavorazione del Barniz e lui continuò la tradizione familiare, arrivando al giorno d’oggi ad un’esperienza di 60 anni in quest’arte. Questa tecnica è antica, risale al 1750 e non si trova in nessun’altra parte del mondo.

 

Arte tramandata da generazione a generazione, le forme e i disegni delle decorazioni sopravvivono allo scorrere del tempo grazie alla tradizione passata da padre/madre in figlio/a. Fortunatamente oltre al maestro, vi sono altri 10 membri della sua famiglia che lavorano nell’arte del Barniz e altri maestri al di fuori della famiglia, che decorano oggetti destinati alla vendita nella bottega.

José Maria Obando ci svela di non volere consigliare questa vocazione ai suoi figli e nipoti, poiché non è redditizia a parer suo in termini di tempo e quantità di lavoro spesi rispetto alla retribuzione. Purtroppo il lavoro di artigiano in questo caso non sembra essere valorizzato abbastanza per poter vivere degnamente. Questa tradizione e arte rischia quindi l’estinzione, qualora non venisse più insegnata e portata avanti dalla nuova generazione.

Per poter terminare un vaso occorrono 3-4 giorni di lavoro intenso. La produzione, essendo limitata, è destinata alla bottega e la famiglia esporta solamente ad un cliente all’estero. Ogni oggetto è un’opera d’arte perché è unico ed irripetibile. Inoltre, ogni artigiano del Barniz, sebbene utilizzi la stessa tecnica, ha un suo stile personale e riconoscibile. Il maestro José Maria Obando ha vinto vari premi e ne va molto fiero. Grazie a questi riconoscimenti, gli vengono accreditate qualità e maestria nella sua arte. 

La vita di un artigiano in Colombia è dura, ma il maestro ci pare un uomo tranquillo e sereno, felice di essere riuscito non solo a creare tante opere ed essere riconosciuto nazionalmente ed internazionalmente, ma anche di avere la sua famiglia coinvolta attivamente nell’arte del Barniz. Speriamo vivamente che questa tradizione non scompaia e che cominci ad essere maggiormente valorizzata dagli artigiani stessi per dare a questa professione una dignità.

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Last modified on Thursday, 24 December 2015 04:07

 

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