About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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No somos clandestinos: Panama meta ambita? Featured

Diana y Lucas 02 November 2015 1160 times

Dopo una breve sosta di qualche notte a San José, capitale del Costa Rica, non vediamo l’ora di raggiungere l’arcipelago di Bocas del Toro a Panama. San José non è di certo una bella città, caotica, trafficata e con edifici decadenti. Abbiamo avuto parecchie difficoltà nel trovare un ristorante che offrisse delle pietanze digeribili, poiché la città è invasa da catene di fast-food e snack bar. Ormai siamo arrivati al punto di sognare i piatti delle nostre madri e le specialità di casa. Questo fa parte delle gioie e dei dolori del viaggio.

Fino alla dogana tra Costa Rica e Panama tutto è filato liscio, a parte un incidente stradale che a quanto pare non accade raramente… lo stile di guida del Centro America come si può immaginare è assai creativo e irrazionale. Arrivati alla frontiera tra Costa Rica e Panama dobbiamo affrontare delle sfide non da poco. Come per ogni Paese che visitiamo, ci informiamo sempre sulle regole di entrata ed uscita, e in questo caso per il Panama avevamo letto su guide e su blog di altri viaggiatori che bastava avere un passaporto valido e un biglietto aereo di uscita dal Paese. Ebbene non è stato così, il centro di controllo immigrazione ci ha fatto parecchie storie, perché quel giorno richiedevano invece un biglietto di rientro nel nostro Paese di origine o di residenza, quando invece avevamo acquistato un biglietto aereo con destinazione Medellin in Colombia, la nostra prossima meta dopo Panama.

Non ci potevamo credere, che regola assurda è questa! Neanche un biglietto aereo per Malpensa andrebbe bene, perché non si trova in Svizzera… quindi dopo discussioni e tentativi inutili di fare ragionare il doganiere addetto a darci il tanto sognato timbro sul passaporto, abbiamo dovuto escogitare in poco tempo un piano d’azione per risolvere questa situazione. La dogana si trova in una specie di limbo nel bel mezzo del nulla, con cani randagi e qualche catapecchia sparsa qua e là, per cui non avevamo nessuna voglia di dover alloggiare in quel posto anche solo per una notte. Grazie all’aiuto di un tizio in loco che ci ha guidati verso l’unico chiosco con un PC e connessione internet, siamo riusciti ad acquistare un secondo biglietto con destinazione Zurigo. In quei momenti adrenalinici, l’esperienza di agenzia viaggi all’USI è stata fondamentale, perché sono riafforati alla mente conoscenze preziose riguardo alle condizioni di cancellazione di alcune compagnie aree, come Swiss e Lufthansa, le quali permettono la cancellazione gratuita di biglietti di alcune categorie entro le 24 ore dalla prenotazione.

Non eravamo gli unici viaggiatori ad avere questo tipo di difficoltà, tanti altri si sono ritrovati spiazzati da queste regole ferree e illogiche. Di certo condizioni di questo tipo non favoriscono il turismo e ci siamo resi conto di quanto sia difficile viaggiare liberamente per il mondo senza avere un biglietto di rientro. La libertà di spostamento è ancora un miraggio in questo mondo e per un momento abbiamo provato cosa voglia dire essere ostacolati nell’entrare in un Paese.

Finalmente con i biglietti in mano che avremmo in seguito cancellato entro le fatidiche 24 ore, abbiamo ottenuto il tanto desiderato timbro e siamo potuti salire sul nostro shuttle con a bordo altri viaggiatori, i quali cihanno aspettato con pazienza. L’avventura può continuare, evviva!

Bocas Town è raggiungibile solamente via barca o via aereo. Si respira un’atmosfera caribeña, in cui le strade sono per lo più trafficate da biciclette, le case sono coloratissime e fatte in legno e gli abitanti di questi luoghi hanno un’espressione assai rilassata e un ritmo in armonia con la tranquillità delle acque caraibiche. Forse è per questo che alla dogana sono così rigidi con i viaggiatori, la loro intenzione è forse scoraggiare gli stranieri a scoprire un posto simile ed evitare che si fermino per sempre?

Alloggiamo presso una famiglia olandese composta da madre, i suoi due figli piccoli in età pre-scolastica e il nonno arrivato in visita dall’Olanda per costruire ai suoi nipoti una casetta da gioco nella piccola giungla che attornia la loro guest house. Decidiamo di fermarci per una settimana in questo luogo pacifico, siamo un po’ stanchi del viaggio e degli spostamenti continui.

Questo arcipelago è formato da diverse isolette paradisiache con una vegetazione e fauna impressionanti, tra cui mangrovie, palme con cocchi, rane coloratissime, bradipi, e molte specie di uccelli. Tra la fauna abbiamo avuto il dispiacere di subire attacchi da parte delle famose “chitras”, degli insetti che si nascondono nella sabbia, a cui piace nutrirsi di sangue umano. Si trovano purtroppo su quasi tutte le spiagge e l’unico modo per combatterle è cospargersi di olio e di repellente anti zanzare. Adesso capiamo perché alcune spiagge siano totalmente deserte e le persone di rado si sdraiano sulla sabbia. Bisogna praticamente stare continuamente in acqua, e ciò non ci dispiace affatto… il mare è di un azzurro intenso e i paesaggi sono esattamente come quelli ritratti in cartolina.

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Facciamo anche degli incontri mistici in questi luoghi selvaggi: un giorno camminando in un sentiero lungo la costa, scorgiamo un accampamento e un tizio che sta facendo il caffè in una caffettiera tipicamente italiana riscaldandola su un fuoco. Al momento non ci facciamo molto caso, poi più avanti seduti ad un bar da spiaggia vediamo un viso familiare. Si trattava di Alessandro, un musicista chitarrista di flamenco italiano, conosciuto anni fa in occasione di spettacoli di flamenco a Milano e in Ticino e durante altri workshops in Italia. Erano proprio lui e il suo amico cantaor di flamenco Andoni di origine gitana, che si erano accampati sulla spiaggia.  La loro vita appare essere come quella dei gitani che si spostano da un posto all’altro in cerca di opportunità di esibirsi in qualche locale. Raggiungendoli al loro accampamento sulla via del nostro ritorno a Bocas Town, abbiamo avuto l’opportunità di assistere ad un’improvvisazione in acqua. Qui di seguito potete trovare il video, olé!!

Chissà se i nostri cammini si incroceranno di nuovo… la vita da viaggiatori ti dà libertà, ma questa non è per nulla scontata, la si deve spesso conquistare superando ostacoli. Grazie a queste esperienze però sviluppiamo sempre di più flessibilità, creatività e improvvisazione. 

Last modified on Monday, 02 November 2015 04:29

 

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