About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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La ricchezza culturale dell'artigianato in Guatemala Featured

Diana y Lucas 09 September 2015 1537 times

Se Antigua è la città cosmopolita del Guatemala, Chichicastenango detta anche “Chichi” è la cittadina dell’artigianato maya per eccellenza. In questo luogo si radunano nei giorni del mercato (giovedì e domenica) tutti gli artigiani e venditori della regione. Ci sono circa 3000 bancarelle ufficiali, tra cui fruttivendoli, bancarelle di cibo tipico e soprattutto commercianti di artigianato tessile, i quali vendono articoli di abbigliamento e tessuti coloratissimi in puro stile maya. Si tratta di uno dei più estesi mercati del Guatemala e del centro America.

Abbiamo avuto l’opportunità di visitare questa cittadina di montagna proprio nel giorno del mercato ed è stato arduo astenerci dal non acquistare nulla, visto che i colori e lo stile di sciarpe, scialli, scarpe e borse ci piace assai. Abbiamo comprato due sciarpine, un paio di pantaloni per Lucas, e la nostra piccola mascotte guatemalteca “Pancho, el caballito” che ci seguirà da ora in avanti lungo il nostro cammino verso sud.

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Qui la gente arriva a mani vuote e riparte con grandi sacchi strapieni di accessori e articoli per la casa. Vista la grande quantità di roba in vendita, ci chiediamo da dove provengano tutti questi prodotti e se veramente siano fatti a mano da artigiani locali. Cercando di rispondere alle nostre domande sulla provenienza di queste cose e il modo in cui vengono effettivamente prodotti, dapprima effettuiamo una ricerca internet sulle cooperative e/o associazioni in Guatemala che si occupano di un commercio giusto e solidale. Con nostra sorpresa, scopriamo che la maggior parte di queste vengono gestite principalmente da statunitensi. Il Guatemala pullula di ONG che si occupano di educazione, salute, commercio giusto (il famoso fair-trade) e altro. Provocatoriamente ci chiediamo se queste organizzazioni diano un contributo concreto o meno allo sviluppo delle comunità locali.

Decidiamo di passare all’azione e indagare oltre, andando a visitare una cooperativa sul lago di Atitlán a Santiago de Atitlán, fondata da una signora nordamericana che è anche una designer. Il co-fondatore è del luogo e ci mostra dove vengono prodotti i tessuti, ovvero direttamente nelle dimore dei tessitori che fanno parte dell’organizzazione. A casa di queste persone osserviamo il procedimento e le varie tecniche utilizzate con diversi telai: quello a pedale per tessere grandi tessuti, e quello a tensione per creare pezzi da piccole a medie dimensioni. La tradizione di quest’arte antica è affascinante e i disegni, ci dice Antonio la nostra guida, cambiano con il tempo, come d’altronde succede anche nella moda “occidentale”. Coloro che lavorano per questa cooperativa ricevono un salario adeguato e migliore rispetto ad altri tessitori che devono andare a vendere i loro prodotti al mercato o per strada, perché la cooperativa si occupa direttamente della vendita tramite negozi in Guatemala e all’estero. Un aspetto che ci ha fatto un po’ riflettere riguarda il disegno e la progettazione dei tessuti, i quali vengono elaborati da designers americani ed europei che lavorano a stretto contatto con le tessitrici locali. Di conseguenza, i prodotti in vendita sono sì influenzati dalla tradizione maya, ma di fatto i colori (più sobri) e i disegni sono stati ideati appositamente per il mercato estero e i turisti stranieri.

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Dopo questa visita, cominciamo ad interessarci al tema del fair-trade e decidiamo di approfondirlo maggiormente. Contattiamo un’altra associazione di donne provenienti da diverse comunità maya che si occupano di artigianato e altri progetti, con lo scopo di rinforzare l’auto-stima delle donne, il loro ruolo nella società e perché possano provvedere al sostentamento delle loro famiglie, decimate a causa del genocidio nei 36 anni di guerra civile. L’incontro è stato davvero interessante e fonte di ispirazione. Lucia e Gloria, due signore di origine maya che fungono da amministratrici in quest’associazione, hanno parlato dei progetti passati e in corso e del loro grande obiettivo di rendere le donne delle comunità indigene sempre più indipendenti e attive in diversi settori della società.

Per raggiungere questi obiettivi, stanno formando leader femminili nelle varie comunità che possano istruire altre donne e giovani donne a diventare a loro volta leader in futuro. Ci troviamo subito in perfetto accordo con i valori e le idee che cercano di portare avanti, e decidiamo quindi di estendere il nostro soggiorno al lago di Atitlán, proprio per documentare il lavoro che stanno sostenendo e perché no, poter dare loro una mano nel fare conoscere non solo i loro prodotti, ma anche i loro progetti in Svizzera e in Europa.

Last modified on Wednesday, 09 September 2015 05:20

 

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