About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Diana y Lucas 20 August 2015 650 times

Nulla da fare, ci siamo fatti influenzare dal ritmo messicano o meglio ci siamo talmente integrati in questo modo di vivere che ce la siamo presa comoda anche nell’aggiornare il blog. Dunque, eccoci sulla costa che si affaccia sul Pacifico, sempre nello stato di Oaxaca. Il viaggio da Oaxaca a Puerto Escondido è stato assai lungo e affaticante: sebbene ci siano all’incirca 250 km di distanza da una città all’altra, il minivan che ci ha trasportati ci ha messo ben 7 ore di guida su strade sterrate e di montagna. C’è mancato poco che stessimo male a causa delle curve e dell’ondeggiare continuo dovuto alle buche. Per fortuna a distrarci c’era il panorama boschivo e montagnoso, davvero incantevole! Siamo arrivati a destinazione accaldati ma senza incidenti né imprevisti, benché sul cammino per Puerto Escondido abbiamo incontrato un tratto di strada franato. Una coppia di pensionati canadesi ci ha detto che stanno costruendo un’autostrada con ben 6 tunnel che collegherà Oaxaca con Puerto Escondido e il tempo di percorrenza diminuirà a 2-3 ore massimo.

Abbiamo talmente sentito parlare bene di Puerto Escondido da amici che ci erano già stati in precedenza che abbiamo dovuto soddisfare la nostra curiosità, decidendo di starci per almeno 3-4 notti. Ci aspettavamo una cittadina di mare dedita al surf con un ambiente tranquillo e abbastanza festaiolo, mentre per nostra sorpresa la città ci è sembrata inghiottita dal cemento e disordinata a livello urbanistico. Di fatti è spalmata su varie aree, abbastanza distanti tra loro da dover spesso e volentieri prendere uno di quei camioncini collettivi dove ti siedi sul retro con altre 10 o meno persone se sei fortunato, o un taxi per spostarti da una parte all’altra. Il surf è di casa, grazie alle grandi onde che si infrangono sulla costa e hanno reso questa cittadina famosa e molto apprezzata dagli amanti di questo sport fin dagli anni ’60-’70. Se all’inizio di questo viaggio uno dei nostri obiettivi era quello di provare ad imparare a fare surf, soltanto dando un’occhiata all’imponenza di questo mare e alle sue onde minacciose ci è passata la voglia… abbiamo optato per qualche giorno di relax in alcune baie un po’ più tranquille si fa per dire, perché in questa stagione ci hanno detto che le correnti e il mare è più agitato del solito. Sarà forse che siamo entrambi over 30, ma l’idea di affrontare muri d’acqua e farsi travolgere per forza di cose (per imparare) da essi non ci alletta molto. Piogge ed uragani occasionali iniziano ad arrivare proprio in questo mese e possono durare fino ad ottobre, rendendo il clima umido e afoso. Ne approfittiamo della bassa stagione, in cui ci sono molto meno turisti che affollano le spiagge e gli alloggi e i prezzi sono molto più vantaggiosi. Siamo contenti di cambiare destinazione dopo alcuni giorni visto che a parer nostro, per chi non pratica il surf o altri sport acquatici simili come il bodysurf, Puerto Escondido può risultare un po’ noioso.

Leggendo un blog di un’altra viaggiatrice in cui consiglia caldamente Mazunte come luogo da visitare, decidiamo di acquistare un biglietto del bus per questa località, che si trova ad un’oretta di viaggio percorrendo la costa verso sud. Originariamente avevamo in mente di andare a Zipolite, un paese accanto a Mazunte, ma leggendo delle forti correnti sottomarine che hanno causato la morte di diversi bagnanti in passato, abbiamo preferito evitare il rischio e scegliere un posto dove almeno poter approfittare del mare. Una curiosità rispetto al nome del villaggio “Zipolite” è che proviene dalla lingua zapoteca e significa “playa de los muertos” (spiaggia dei morti), già allora può darsi che avevano avuto modo di sperimentare la pericolosità di queste acque. Sarebbe veramente una tortura andare in un posto idilliaco con palme e spiagge e guardare l’acqua da lontano. Per questo motivo, Mazunte ci è sembrata un’ottima alternativa.

Infatti la scelta è stata azzeccata, perché questo villaggio è davvero carino e a misura d’uomo. Alloggiamo in una posada a ridosso del mare con una vista spettacolare di un angolo di una baia che già rende il nostro soggiorno idilliaco. Il villaggio è caratterizzato da diversi ristorantini gestiti da gente locale, centri yoga, comunità di persone che hanno scelto di stabilirsi a Mazunte vivendo di coltivazione propria in stile hippie, un centro di conservazione di tartarughe e una cooperativa formata da donne, che producono prodotti naturali di bellezza. L’ambiente in generale che percepiamo è rilassato e in armonia con la natura. Visitiamo entrambi il centro messicano di tartarughe e la cooperativa di prodotti naturali. Questo villaggio prima degli anni ’90 viveva grazie alle tartarughe, utilizzandole come alimento principale e vendendo i loro gusci. Visto che in seguito le tartarughe di mare iniziarono ad essere in pericolo di estinzione, il governo decise di trasformare questa economia di sussistenza in conservazione, costruendo un centro per la protezione delle tartarughe di terra e di mare con tanto di spiagge riservate alla deposizione delle uova in cui organizzazioni ambientali si prendessero cura di quest’ultime fino alla loro schiusa. Solo una tartaruga su 1000 riesce infatti a sopravvivere una volta che esce dal guscio e raggiunge il mare, dovendo affrontare predatori e pesci. Una volta che cresce e diventa adulta, la testuggine torna alla spiaggia dove è nata per deporre le sue uova e riiniziare il ciclo di nascita.

Dopo aver passato diversi giorni sulla costa marittima ci sembra sia arrivato il momento di cambiare clima e paesaggi, nelle prossime ore affronteremo un viaggio di ben 11 ore in bus per arrivare alla nostra prossima tappa nello stato del Chiapas.

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