About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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El Che, un buen amigo Featured

Diana y Lucas 30 July 2015 706 times

Siamo già a metà del nostro viaggio a Cuba e decidiamo di proseguire a Santa Clara, città conosciuta per il suo memoriale al Che e per avere la seconda università più grande di Cuba dopo l'Avana. 

L'educazione é di fatti uno dei cardini del pensiero marxista a cui si sono ispirati i rivoluzionari e tutte le scuole, incluse le università sono gratuite, permettendo quindi a tutti di accedere agli studi senza restrizioni economiche. La facoltà di medicina é quella più sviluppata e i medici cubani hanno ora la possibilità di andare a lavorare all'estero, essendo molto richiesti in varie parti del mondo.  

Santa Clara non ci colpisce per la sua grandezza o architettura particolarmente speciale, ma per la sua atmosfera ancora cubana non ancora affetta dal turismo. Ci ospita un caro signore di un'ottantina d'anni, el Señor Pimienta con sua moglie e ci sentiamo subito in famiglia. Nel loro soggiorno é ben in vista un quadro con una foto del Che e lui ci racconta ancora commosso come per lui el Che fosse stato come un buon amico, una persona dal cuore grande che ha dato la vita per l'umanità. 

Santa Clara di fatti é un luogo storico in cui nel 1959 el Che insieme ad un gruppo di rivoluzionari (chiamati anche "barbudos" per la loro barba) ha fatto deragliare un treno pieno di munizioni, armi e soldati dell'allora dittatura di Batista, segnando l'inizio della caduta del regime e il trionfo della rivoluzione cubana. 

Oltre al luogo del deragliamento di questo treno in cui ora sorge una specie di museo all'aperto, visitiamo l'enorme monumento dedicato a Che Guevara e ai suoi compagni di guerriglia che sono caduti nella loro ultima missione in Bolivia. Inoltre c'é un mausoleo con le ceneri ritrovate in Bolivia e ritornate a Cuba solamente nel 1997 e un museo sulla vita del Che. 

Dobbiamo ammettere che anche se non abbiamo mai avuto un legame o un'ammirazione particolare per il Che, il luogo é molto suggestivo e le parole scritte in una lettera indirizzata a Fidel prima della sua morte ci toccano profondamente, perché riusciamo a percepire i valori di umanità e di altruismo a cui credeva. 

 

Forse una rivoluzione pacifica e senz'armi avrebbe portato ad altri risultati, ma non lo sapremo mai. 

In quel periodo storico e contesto socio-culturale questi uomini e donne (c'erano anche due donne combattenti nel gruppo) hanno deciso di agire in questo modo, coscienti delle conseguenze a cui sarebbero andati incontro, lottando con coraggio per la loro causa.

Last modified on Saturday, 01 August 2015 20:30

 

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