About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Diana y Lucas 09 September 2016 664 times

Sono trascorsi ormai più di due mesi dal ritorno a casa, eppure l’ebrezza del viaggio e i ricordi si sbiadiscono molto velocemente. Chissà perché la nostra mente tende a sintonizzarsi molto più rapidamente al rientro piuttosto che all’arrivo a destinazione, quando si necessiterebbe invece di un adattamento più repentino all’ambiente circostante.

Le prime settimane si è ancora in uno stato euforico, si ha voglia di rivedere amici e parenti, raccontare le esperienze e condividere storie. In seguito si passa ad uno stadio di “saudade” (nostalgia), in cui si ha voglia di partire nuovamente alla volta di nuovi luoghi da scoprire, manca la sensazione di trovarsi in un posto sconosciuto e l’adrenalina mista a curiosità che spinge a rimanere sempre all’erta. Tornando a casa, tutte le difese si abbassano e la stanchezza si fa padrona dei corpi. Sembra che tutte le ore macinate di viaggio accumulate in questi mesi si facciano sentire fisicamente, e si sprofonda quindi in lunghi sonni inspiegabili. Una volta che matura la decisione di stabilirsi in un determinato luogo per un tempo indeterminato, il ritmo della vita quotidiana prende il sopravvento.

Ci si domanda come poter prolungare le sensazioni provate durante il viaggio, magari ascoltando musica che ricorda quelle realtà ormai lontane o bevendo mate (bevanda tipica dell’Argentina, Uruguay e Brasile)... il punto è che nulla si avvicina a quelle sensazioni o emozioni vissute. Anche quando gli amici o i familiari chiedono com’è stato il viaggio, è difficile rispondere a tale quesito. Il viaggio differisce dalla vacanza proprio perché è un’esperienza che si svolge su tempi molto più lunghi e i presupposti sono diversi. Questi infatti si fondano sulla libertà di movimento, non avendo per forza un piano e itinerario ben definito e sul fattore spontaneità che ne deriva. Inoltre, non avendo una data di ritorno programmata, si vive di conseguenza appieno il qui ed ora. Spesso si risponde con un generico “bene” alla domanda sopracitata, poiché non si sa esattamente da dove iniziare con il discorso. Le parole sono un mezzo limitato per poter esprimere quello che un viaggio ci ha dato a livello emotivo, fisico e spirituale.

Dopo il “come“ solitamente arriva la seconda domanda o esclamazione “e adesso?” ... e qui si ripiomba di nuovo nella mentalità e visione occidentale della vita, in cui è importante avere degli obiettivi e delle strategie da seguire per costruirsi un futuro. Premesso che non è negativo porsi degli obiettivi, fa solamente sorridere perché si sono vissuti gli ultimi 11 mesi pensando giornalmente a come muoversi e a cosa fare, focalizzandosi sul breve termine. Questa visione si rispecchia anche nella vita di tutti i giorni delle persone nei paesi in via di sviluppo in generale, dato che si vive in una situazione poco stabile in cui i piani vengono continuamente stravolti. Questo obbliga le persone a doversi arrangiare ed adattare alle circostanze regolarmente, favorendo da un lato la flessibilità, ma non permettendo loro di pensare a lungo termine.

I lati positivi del rientro tutto sommato sono numerosi. Si apprezza in particolare l’ordine, la sicurezza e il fatto che le persone siano protette da un sistema di leggi che viene rispettato. Inoltre, i paesaggi e le bellezze naturali a noi tanto familiari vengono ammirate con nuovi occhi. Le temperature estive aiutano di certo a riadattarsi meglio alla realtà locale e prolungano questa sensazione di essere ancora dei viaggiatori. Cerchiamo di rimanere in questo stato il più a lungo possibile, facendo i turisti a casa nostra e scoprendo nuovi angoli e luoghi poco noti.

Quello che portiamo dentro al cuore da questa indescrivibile esperienza è di apprezzare e vivere intensamente il presente, il qui ed ora, come se non ci fosse un domani. Non abbiamo intenzione di aspettare la pensione per poter intraprendere altri lunghi viaggi ed avventure in capo al mondo, perché la vita ci regala solamente il presente... questo blog non chiude dunque i battenti, ma resta in standby fino alle prossime esperienze di vita.

Non abbandonate questa pagina, perché presto arriveranno novità imperdibili! 

 

Last modified on Friday, 09 September 2016 12:11

 

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