About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Nell’infinita Patagonia Featured

Diana e Lucas 05 April 2016 861 times

Dirigendoci sempre più a sud ci accorgiamo che i paesaggi iniziano a cambiare, le montagne piano piano si diradano, dando spazio a distese infinite. Queste sono costituite da steppa patagonica, formata da piccoli arbusti e da terra arida dovuti al clima rigido.

Prima tappa importante della regione patagonica è la città di Bariloche, attorniata da catene montuose e alle rive del lago Nahuel Huapi. La presenza della cordillera andina rende Bariloche una città di montagna con il suo stile simil “alpino”, le sue case costruite in legno e perfino delle stazioni sciistiche a poca distanza. Ricorda un po’ alcune destinazioni turistiche svizzere, con l’aggiunta di un tocco latino e meno sviluppato urbanisticamente. Un prodotto tipico di Bariloche è il cioccolato, fabbricato in loco dalle numerose pasticcerie e cioccolaterie che imperversano sulla via principale. Durante il giorno di Pasqua abbiamo infatti potuto assistere al record mondiale della creazione di una barra di cioccolato più lunga al mondo, che misurava 150 metri! La Svizzera dovrà darsi da fare per battere questo record ;-)

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Avendo viaggiato per la maggior parte del tempo in bus, la strada per giungere alla prossima meta che si trova a oltre 1400 km di distanza pare essere difficoltosa. Si tratta infatti di un tratto della famosa “ruta 40” su sterrato e in mezzo al nulla. Allorché decidiamo di prendere un volo da Bariloche a El Calafate, punto di partenza per visitare uno dei ghiacciai più impressionanti al mondo: il Perito Moreno. Con una sola ora e mezza di volo atterriamo al Calafate, sorprendentemente ancora freschi come una rosa, rispetto ai postumi degli interminabili viaggi in bus sperimentati sino ad ora.  

Non c’è gran che da visitare nella cittadina di El Calafate se non appunto il ghiacciaio Perito Moreno che si trova nel parco nazionale dei ghiacciai. La camminata sulle passerelle che danno sulla parte frontale del ghiacciaio è indescrivibile, le emozioni che si provano davanti ad una meraviglia della natura così imponente sono assolutamente da provare almeno una volta nella vita. Ci si rende conto della grandezza di questo ghiacciaio solamente alla vista delle imbarcazioni che navigano nelle sue prossimità, i muri di ghiaccio si innalzano fino ai 50-55 metri d’altezza e la superficie totale raggiunge i 240 chilometri quadrati. Nel periodo estivo-autunnale a conseguenza dell’innalzamento delle temperature, enormi pezzi di ghiaccio si staccano e piombano nel lago Argentino provocando dei forti suoni che rimbombano nelle vicinanze e delle onde che possono fare affondare le imbarcazioni se si trovano troppo vicine alle pareti. Questi massi di ghiaccio in seguito diventano degli iceberg che galleggiano e viaggiano con le correnti del lago fino a dissolversi.

I ghiacciai hanno milioni di anni e ogni anno avanzano o retrocedono a dipendenza delle condizioni climatiche. Grazie ai loro spostamenti scienziati e ricercatori possono ricavare informazioni sull’andamento del clima. Purtroppo la maggior parte dei ghiacciai presenti nella regione patagonica stanno retrocedendo a causa del bilancio negativo tra precipitazioni di neve e scioglimento dei ghiacci. Si tratta sicuramente di un fenomeno globale che non risparmia nessun angolo della terra.

Il Parco Nazionale dei ghiacciai deve il suo nome ai suoi numerosi ghiacciai, che originano dalla grande distesa di ghiaccio patagonico, chiamato per l’appunto “Campo de Hielo Patagonico”, il manto di ghiaccio più grande al mondo dopo l’Antartide. Questa distesa occupa quasi la metà del parco e alimenta 47 grandi ghiacciai. Oltre a questi 47 ghiacciai, esistono più di 200 ghiacciai di minore entità nella regione e indipendenti dalla distesa di ghiaccio patagonica. Questo per fare capire la vastità e la ricchezza di risorse naturali presenti in Argentina, specialmente in Patagonia.

In Svizzera, per esempio, vi sono 121 ghiacciai, di cui la stragrande maggioranza si sta ritirando. Martin Hoelzle, esperto di ghiacciai, su questo tema ha affermato: "Se si ritirano vuol dire che il clima sta cambiando. E ciò significa anche che il nostro ambiente e il sistema metereologico stanno cambiando, con possibili conseguenze negative, come l'aumento dei temporali e delle inondazioni".

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Un’altra attrattiva da non perdere nei pressi di El Calafate è un villaggio ubicato nel parco nazionale dei ghiacciai: El Chaltén. Capitale del trekking in Argentina, viene visitata da moltitudini di viaggiatori e amanti dell’alpinismo. Noi abbiamo avuto la possibilità di soggiornarci per un paio di giorni, prima che la stagione termini definitivamente. In Aprile infatti, con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, tanti servizi come alberghi e ristoranti chiudono i loro battenti, dato che il clima si fa rigido e il numero di turisti si riduce drasticamente. Tra le montagne più impervie si erge maestoso il famoso Fitz Roy, al confine tra Cile e Argentina, il quale attrae alpinisti e scalatori da tutto il mondo in cerca di sfide. Con la determinazione di ammirare il paesaggio patagonico e il Cerro Chaltén (chiamato anche Fitz Roy), ci incamminiamo lungo un sentiero che porta ad un punto panoramico.  Purtroppo il meteo non è stato clemente quel giorno e abbiamo potuto assaggiare i primi schiaffi della stagione invernale… vento gelato e neve che ha praticamente coperto il Fitz Roy. Con spirito di sfida da veri “alpinisti” siamo comunque riusciti a raggiungere il mirador, ma la visibilità era pessima e abbiamo potuto fotografare solamente il cartello. Per nostra fortuna però, abbiamo scorto un condor che si librava nell’aria sfruttando le correnti del vento, rendendo questa escursione epica!

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Il giorno della partenza le condizioni climatiche erano ottimali, seguendo esattamente la legge di Murphy, e camminando per un altro sentiero siamo comunque riusciti a goderci la meravigliosa vista della cordillera andina.

Siamo quasi giunti all’estremo sud del continente latino-americano e come asserisce il monaco buddista Nichiren Daishonin, “se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale?”, continuiamo il nostro viaggio ad Ushuaia che simboleggia la nostra meta ultima.

Last modified on Tuesday, 05 April 2016 03:00

 

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