About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Il calore e l’ospitalità argentina Featured

Diana e Lucas 29 March 2016 1535 times

È già passato quasi un mese dal nostro arrivo in Argentina, il territorio è vasto e le distanze interminabili. Dal nord abbiamo percorso molti chilometri in bus, facendo delle tappe da conoscenti e amici lungo la strada che porta al sud del mondo. Queste visite hanno reso la nostra permanenza memorabile e più gioiosa. Dopo mesi di viaggio spesso passati per conto nostro, ci mancavano incontri e chiacchierate in compagnia.

Da Salta ci siamo diretti a Tucuman dove abbiamo incontrato la famiglia Krausbeck, dalla quale abbiamo assaggiato le migliori “empanadas” dell’Argentina. Per coloro che non conoscessero le famose “empanadas”, esse sono una sorta di involtini di pasta ripieni di carne, prosciutto e formaggio, mais, o altro a discrezione del cuoco. Molto popolari in Argentina, vengono consumate a qualsiasi ora del giorno e si possono trovare in negozi take-away e rosticcerie.

In seguito abbiamo continuato il nostro viaggio fermandoci a Cordoba, una città universitaria molto viva e con un clima ancora estivo, sebbene l’autunno sia alle porte. Grazie alla presenza dell’amico Ivan, il quale abita in Ticino, ma che in quel momento si trovava in vacanza nel suo paese di origine, siamo stati gentilmente ospitati in uno dei suoi appartamenti di vacanza nella tranquilla cittadina La Falda, nel bel mezzo delle verdi colline cordovesi. Qui abbiamo degustato per la prima volta nel nostro viaggio un vero “asado” argentino, con carne di qualità e tagli particolari. Il segreto sta nella cottura alla griglia che deve essere rigorosamente a fuoco lento… avendo mangiato riso e pollo per mesi, i nostri palati e stomaci gioivano alla vista di queste prelibatezze. Prevediamo che i grammi e i chili persi in questi mesi verranno rapidamente recuperati in Argentina.

Dopo il nostro soggiorno a La Falda abbiamo proseguito verso Villa Rumipal, ai litorali del lago Embalse Rio Tercero, dove vive un’amica di scuola di papà Oscar. Cogliamo dunque l’occasione per conoscere l’energica Graciela e per esplorare la regione che è davvero magnifica! Alcuni villaggi e paesi della zona hanno ripreso lo stile centro europeo costruendo case ed edifici in legno con tetti spioventi. Questo stile è stato infatti importato dai numerosi migranti europei dal ‘900 in poi, quali tedeschi, austriaci, svizzeri, cechi, serbi e di molte altre nazionalità. Le municipalità di questi paesi esigono ora che si continui a costruire seguendo questo stile, mantenendo il carattere pittoresco europeo, favorendo in questo modo anche il turismo.  Osservando la vasta influenza europea sul territorio e sulla cultura argentina riflettiamo sui fenomeni migratori nel mondo e ci chiediamo spontaneamente perché ora l’Europa che in passato fu luogo di partenza oggi stenta o addirittura rifiuta i migranti che desiderano rifarsi una vita. Non ricordano più i momenti difficili per cui i loro avi o parenti sono dovuti partire per terre lontane?

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Giunti a Mendoza, città famosa per i suoi vini, abbiamo alloggiato presso dei ragazzi simpaticissimi e molto ospitali che lavorano all’università locale. Questa città ci ha affascinati da subito, grazie ai suoi viali alberati e ai suoi numerosi parchi. Trovandosi in una regione arida e deserta, l’ingegneria indigena di creare speciali canali d’acqua che serpeggiano nell’intera area urbana ha fatto sì che questa città si trasformasse in un oasi verde.

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Una visita alle botteghe di vino nei suoi dintorni è stata d’obbligo con tanto di degustazione e la sorpresa di scoprire che in questa regione si produce dell’ottimo olio d’oliva. Il clima secco e caldo si presta molto infatti alla coltivazione di ulivi e di uva. Ancora una volta i vigneti e la cultura dell’olio d’oliva sono stati portati dai migranti europei in cerca di fortuna e di una vita migliore. Tra questi migranti c’era anche un ramo della famiglia Corica che si è stabilito pochi chilometri da Mendoza e per la prima volta abbiamo potuto incontrare una lontana parente. Suo nonno era un cugino diretto di papà Mario. Mancava solo la Carrà a questo evento J

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Altri amici della famiglia Realini ci aspettavano a San Rafael, una piccola città a sud di Mendoza, conosciuta per i suoi vigneti e le sue piantagioni di frutta. Maru e Daniel sono originari de La Plata, una città a sud di Buenos Aires. Stanchi della frenesia della città, hanno deciso di acquistare un appezzamento di terreno in queste zone per passare le loro vacanze nella tranquillità e pace della campagna. Quello che doveva essere all’inizio solamente una casa di vacanza si è trasformato gradualmente in un progetto più ampio con l’aggiunta di diverse “cabañas” da affittare ai turisti e un frutteto di prugne. Il frutteto produce annualmente una grande quantità di prugne che vengono raccolte a mano da lavoratori stagionali e su chiamata. La frutta viene in seguito venduta a imprese agro-alimentari o seccata al sole per produrre prugne secche. Qui i pesticidi o fertilizzanti della Monsanto non vengono utilizzati, i metodi sono infatti ancora tradizionali e si fa uso di prodotti naturali grazie alla grande presenza di ovini. Abbiamo potuto assistere alla raccolta dei frutti e apprendere le sfide e difficoltà che devono affrontare ogni anno i produttori, come per esempio la fluttuazione continua dei prezzi della frutta che causa spesso perdite nella vendita e quindi sovra-produzione.

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I paesaggi nei dintorni di San Rafael sono unici con le sue formazioni rocciose e canyon impressionanti. Laghi e fiumi cristallini scorrono tra queste rocce di ogni forma e colore, creando un’atmosfera preistorica.

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I nostri sguardi si perdono nell’orizzonte infinito mentre percorriamo la strada che attraversa pianure e steppe aride; la Patagonia è sempre più vicina.

Last modified on Tuesday, 29 March 2016 01:54

 

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