About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Diana e Lucas 04 March 2016 1630 times

Dopo le meraviglie del lago Titicaca torniamo alla “civilizzazione” della capitale La Paz. Come primo impatto non ci affascina per nulla, anzi, caos e traffico sembrano dominare questa città.

È periodo di referendum e cortei di persone con cartelli e insegne per il SI o il NO imperversano giornalmente nelle strade. Indaghiamo e ci informiamo sulla natura del referendum e sull’oggetto della votazione. Evo Morales, il presidente attualmente in carica, è stato rieletto per ben 2 volte dopo il suo primo mandato e dovrebbe terminare nel 2020. Noto per essere il primo presidente indigeno, la sua amministrazione è incentrata su politiche sociali che mirano a diminuire l’estrema povertà nelle campagne e a combattere l’influenza degli Stati Uniti e le multinazionali in Bolivia. L’oggetto della votazione riguarda un cambiamento della costituzione boliviana per cui la candidatura di Evo Morales sarebbe possibile per un ulteriore mandato.

Per questo motivo, tante persone in opposizione a questo possibile cambiamento si sono animate, scendendo nelle strade e piazze di varie città. La sua posizione appare controversa in Bolivia, perché in città si parla di corruzione e pochi risultati rispetto alle promesse iniziali, mentre nelle campagne è amato. Durante il giorno della votazione la guida di veicoli e la consumazione di alcool viene proibita, facendo sì che le città si svuotano di automobili e bus, tutto si ferma e si torna al ritmo naturale delle cose, tra biciclette e pedoni.

In quel giorno ci troviamo a Sucre, una delle più belle e storiche città dell’America Latina. Il clima è mite tutto l’anno e giungono molti visitatori internazionali, soprattutto per imparare lo spagnolo. Questa città ha avuto un ruolo importante nel processo di indipendenza del Sud America dalla Spagna, infatti nel 1825 si dichiara l’indipendenza della Bolivia proprio in questa città, diventando la sua capitale costituzionale. Tutt’oggi è capitale costituzionale e sede della corte suprema di giustizia. 

A malincuore lasciamo questa tranquilla cittadina coloniale e ci dirigiamo verso la più grande distesa di sale al mondo, il Salar de Uyuni. I paesaggi nelle distese andine sono davvero spettacolari e mutano continuamente, passando da montagne rocciose a vaste praterie verdi condite da lama e alpaca che trotterellano liberamente. Uyuni ci dà il suo benvenuto con figure post-apocalittiche fatte in metallo esposte nelle strade. Questa cittadina polverosa ha l’aria di un villaggio del Far West un po’ decadente con la sua stazione del treno, qualche ristorante turistico e numerose agenzie che vendono escursioni al deserto di sale. Alloggiamo in una pensione in semi costruzione per le notti necessarie alla nostra visita al Salar. La maggioranza dei turisti o viaggiatori che arrivano ad Uyuni decidono di partire per un tour di 2-3 giorni nel deserto, ma noi preferiamo spendere un giorno solo, perché i prezzi sono eccessivamente alti e vorremmo continuare con il viaggio avvicinandoci presto alla frontiera argentina.

La spedizione in jeep 4X4 al Salar è stata memorabile. Eravamo un totale di 4 persone con una guida tutta per noi che ci ha accompagnati e ci ha preparato un succulento pranzo. Siccome in Bolivia è stagione delle piogge, la distesa di sale è ricoperta da acqua piovana creando una specie di bassa marea, la quale si estende per chilometri e chilometri. I riflessi creati da questo enorme specchio d’acqua sono surreali e pare di trovarsi su un altro pianeta. L’acqua evapora molto in fretta e il sale si cristallizza lasciando una superficie bianchissima alla luce del sole. Nel periodo estivo infatti il deserto si trasforma in un’infinita coltre bianca come la neve e le jeep possono guidare molto più velocemente arrivando ad esplorare più parti e angoli del Salar. Noi ci siamo accontentati di fermarci a camminare a piedi scalzi nelle acque basse super salate (meglio di una pedicure!) e a scattare foto dell’orizzonte con i suoi mille riflessi.

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Last modified on Friday, 04 March 2016 13:48

 

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