About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Tra Perù e Boliva sui litorali del Lago Titicaca Featured

Diana e Lucas 23 February 2016 1260 times

Arrivando a Puno sul lago Titicaca, una parata infinita di bande musicali e ballerine luccicanti ci danno un caloroso benvenuto, come fossimo ospiti d’onore. Dopo un acquazzone improvviso e vari tentativi di farci strada tra la folla, riusciamo a raggiungere il tanto desiderato albergo.

Il Carnevale impazza nelle strade di Puno e in questa cittadina è celebrato in grande stile. Capitiamo quindi a pennello e assistiamo a cortei impressionanti. La differenza con il Carnevale ticinese sta nei travestimenti. A Puno ed in generale in Perù/Bolivia si utilizzano per lo più vestiti tradizionali della regione e le bande suonano strumenti tipici andini, come il flauto di Pan e le percussioni. Alcune maschere sono legate a dei personaggi della tradizione popolare che simboleggiano il periodo carnevalesco, accompagnate da danze ben precise che differiscono tra regioni.  La tradizione e la cultura sembrano quindi avere un ruolo importante nella società e vengono tramandate ai più giovani. Batman e Superman non sono popolari da queste parti. Questo aspetto culturale-tradizionale rende questa festività un’attrattività nazionale e internazionale.

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Il Titicaca è il più elevato lago navigabile al mondo, trovandosi ad un’altezza di 3812m sopra il livello del mare. Sebbene ci fossimo già acclimatati a queste altitudini, la fatica negli spostamenti persiste. Il tè di Coca è il nostro migliore amico in questi luoghi.

Una peculiarità di questo lago risiede nella presenza di 80 isolette galleggianti sulle quali abitano i discendenti degli “Uros”, una popolazione pre-inca. Visitiamo una comunità sulla loro isoletta fluttuante e apprendiamo come costruiscono le loro abitazioni e l’isola stessa. Il suolo è fatto con canne di totora e viene ancorato al fondo in modo che l’isola non si sposti con le correnti del lago. Gli isolani possono levare le ancore e spostare la loro isola come fosse una chiatta. Anche le loro case sono costruite in canne e altro materiale ricavato dal lago. In passato gli “Uros” vivevano di scambi commerciali con la terra ferma e di pesca, ma al giorno d’oggi si guadagnano da vivere grazie al turismo.  

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Alla ricezione dell’hotel udiamo delle voci familiari e voltandoci riconosciamo i loro visi. Incredibile ma vero, incontriamo Andrea e Luisa, una coppia di amici del Ticino, anche loro in viaggio in Perù! È stato un fulmine a ciel sereno imbattersi “per caso” a Puno nello stesso albergo.  Non è la prima volta che accadono tali incontri mistici e cominciamo davvero a credere all’esistenza di connessioni profonde tra individui.  

Decidiamo di prolungare la nostra permanenza ai litorali di questo magico lago spostandoci a poche ore da Puno, ovvero a Copacabana in Bolivia. Attraversiamo quindi la frontiera peruviana-boliviana e all’entrata di Copacabana un tizio con una divisa municipale sale sul bus chiedendo ai passeggeri di pagare una sorta di tassa di entrata. Dopo varie lamentele e richieste di spiegazioni, i passeggeri (inclusi i sottoscritti) accettano di sganciare quei 2 bolivianos a testa (equivalgono a pochi centesimi svizzeri). Più tardi scopriamo che si trattava probabilmente di una truffa e che l’autista ne era ovviamente a conoscenza. Benvenuti in Bolivia!

Copacabana funge da punto di smistamento di backpackers che da sud vanno a nord o viceversa. Non ci aspettavamo un tale afflusso in questa piccola cittadina. Realizziamo che è periodo di vacanze di semestre per gli studenti universitari, per cui ci sentiamo un po’ studenti anche noi tra i giovani “backpackers”.

Dei giorni passati sul lago Titicaca abbiamo apprezzato e ammirato particolarmente il paesaggio e il panorama, sentendoci a casa tra laghi e montagne. “Calvario”, il cui nome preannunciava una certo sforzo, è un sentiero che si inerpica su una rupe, la quale ospita un santuario ad oltre 4000 metri. Abbiamo provato una grande soddisfazione nel raggiungere la cima e nel poter ammirare dall’alto tutta la città, la baia, ma soprattutto l’estendersi del lago Titicaca verso l’infinito.

Forse sono proprio immagini come queste che rimangono impresse in un viaggio, perché conquistate con determinazione e spirito di sfida.

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Last modified on Tuesday, 23 February 2016 02:27

 

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