About Us

Uno dei nostri sogni é sempre stato quello di viaggiare in lungo e in largo senza avere la pressione di tornare alla routine giornaliera, ma con un senso di libertà assoluto. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di lasciare tutto e tutti e partire all'avventura alla scoperta dell'America Latina. 

Dato che questo viaggio é all'insegna della libertà, non vi é un percorso ben definito, questo sarà delineato man mano che avanzeremo, godendoci appieno il tempo e il luogo presente.

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Il fascino dell’Amazzonia Featured

Diana y Lucas 26 January 2016 1309 times

Realizziamo di aver cambiato tipo di clima ed ecosistema, quando iniziamo a traspirare ad ogni minimo movimento e i nostri capelli si fanno sempre più ingestibili. Ci troviamo nella regione dell’Amazzonia peruviana, nota per avere una delle zone più ricche in termini di specie di animali e piante al mondo.

Yurimaguas è un villaggio con la tipica piazzetta al centro, simile in ogni paesino in America Latina, e con un’atmosfera di decadenza data dagli edifici fatiscenti. Pernottiamo in questo paese in attesa di imbarcarci su una delle navi che va a Iquitos. Queste navi sono solitamente utilizzate per il trasporto merci, ma sui due piani superiori vengono stipati anche passeggeri. Il viaggio sul fiume Huallaga dura 40 ore, non includendo le ore di attesa al porto finché la nave non riempie la stiva di merci. Non vi sono molte cabine, per cui i passeggeri si devono procurare delle amache che vengono appese una accanto all’altra sui due piani a loro riservati. Non vi sono orari né giorni di partenza precisi, per cui bisogna essere armati di pazienza e pronti a salpare in qualsiasi momento della giornata. L’attesa sotto il sole cocente in uno spazio assai limitato condiviso con tante altre persone non ci alletta per nulla e decidiamo quindi di cercare un mezzo alternativo per arrivare alla nostra meta.

Grazie a Manuel, una guida locale conosciuta presso il nostro alloggio, troviamo un’altra imbarcazione più rapida che fa da spola tra Yurimaguas e Nauta, la cittadina più vicina ad Iquitos. Partenza fissata alle ore 3 del mattino con la durata di oltre 10 ore di navigazione. Non ci aspettavamo tale avventura finché non siamo saliti a bordo. La barca è simile ad una grande piroga con sedie da giardino che fungono da sedili per i passeggeri. Le prime ore di viaggio al buio non sono state molto rassicuranti, poiché il ragazzo a prua aveva solamente una torcia per fare luce sui possibili ostacoli da evitare, mentre la barca continuava a dondolare pericolosamente da un lato all’altro quasi stesse per ribaltarsi. Quando è sorto il sole, i suoi raggi ci hanno regalato un’alba pazzesca, uno spettacolo della natura incredibile, facendoci dimenticare per un attimo dove ci trovavamo. L’imbarcazione si fermava in villaggi remoti, raggiungibili unicamente via fiume. A bordo saliva più gente di quanta ne scendeva, in aggiunta alle merci e agli animali imbarcati (cani, pulcini…), rendendo il carico sempre più pesante e facendoci avvicinare pericolosamente al bordo dell’acqua. L’idea di finire nel fiume nuotando allegramente tra alligatori, anaconda e piranha ci innervosiva alquanto.

Per fortuna vi era il paesaggio e la natura a distrarci e a rassicurarci. Una bellezza selvaggia e seducente attorniava i corsi d’acqua. Purtroppo i passeggeri peruviani non sembrano apprezzare molto il valore di questa bellezza, poiché gettavano di tutto nel fiume trattandolo come una discarica. Osservando questi comportamenti sorge in noi un sentimento di tristezza misto a rabbia. Non siamo potuti rimanere in silenzio di fronte a queste azioni, sebbene siamo coscienti che manchi totalmente una sensibilizzazione o educazione al rispetto dell’ambiente in queste regioni. Abbiamo parlato con una giovane ragazza dell’importanza delle risorse naturali e della stretta connessione tra umanità e natura, incoraggiandola a non gettare rifiuti nell’ambiente. Sebbene i governi non investano o non facciano abbastanza per la salvaguardia dei loro territori, ogni piccola azione che parta dagli individui stessi può sicuramente cambiare e influenzare l’ambiente.

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Dopo ben 15 ore di navigazione, in cui abbiamo anche affrontato un acquazzone, sbarchiamo a Nauta, una città sul Rio Marañon che unendosi al Rio Ucayali diventa in seguito il famoso Rio delle Amazzoni. La città non offre molto a parte un mercato vivo e rumoroso e un porticciolo dal quale partono le spedizioni per la riserva naturale Pacaya-Samiria. Dopo una notte di riposo ci rimettiamo in cammino, questa volta via terra. Condividiamo un passaggio in automobile con altri 2 passeggeri per arrivare a destinazione. Iquitos ci accoglie con un traffico infernale di moto taxi, sembra di trovarsi in qualche località del sud est asiatico. Questa città è la metropoli più grande della regione amazzonica peruviana ed è raggiungibile solamente volando o via fiume, ad eccezione dell’unica strada che la collega alla vicina Nauta.

Tra la fine del `800 e l’inizio del `900 Iquitos divenne un’importante e cosmopolita città grazie al commercio del caucciù. Gli alberi da caucciù sono autoctoni dell’Amazzonia e per questo motivo affluirono molti europei con l’obiettivo di stabilire questo commercio tra il Perù e l’Europa. Dietro alla vita mondana di coloro che fecero fortuna con il caucciù si nascondeva però la triste realtà degli indigeni, sfruttati e schiavizzati per la raccolta di questa materia. Erano rari i commercianti che li trattavano e pagavano dignitosamente per i loro sforzi. Tra questi, vi era il noto Fitzcarraldo, un barone del caucciù che osò sfidare le forze della natura cercando di portare una nave oltre una montagna che divideva due fiumi. Il regista tedesco Werner Herzog si ispirò a questo aneddoto per creare l’opera cinematografica più folle e incredibile di tutti i tempi, ambientata proprio a Iquitos e nella foresta amazzonica. Herzog non si accontentò di modellini per realizzare quest’impresa, bensì fece costruire 3 navi vere e proprie fedeli allo stile dell’epoca. Con l’aiuto di indigeni che parteciparono al film, fece trasportare una nave da un lato di un fiume all’altro attraverso una montagna assai ripida. Le sfide e gli ostacoli furono così innumerevoli che la realizzazione si concluse dopo 3 anni di lavorazione. La grande determinazione del regista è rispecchiata nel personaggio e carattere di Fitzcarraldo, un eterno sognatore che volle a tutti i costi portare l’opera a Iquitos. La frase più significativa del film è infatti: “Chi sogna, può spostare le montagne”.  

Questa città anche se ora decadente ci affascina e guardando davanti a noi l’estendersi del maestoso Rio delle Amazzoni, sogniamo di imbarcarci su una nave degli inizi `900 per proseguire il viaggio attraversando la foresta amazzonica con destinazione Manaus in Brasile. Ma questo è un viaggio che dovrà aspettare… il nostro percorso si dirige invece verso il sud del Paese.

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Last modified on Tuesday, 26 January 2016 05:16

 

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